mercoledì 30 marzo 2016

Un Paese ricostruito in amianto

In questi giorni, la Procura della Repubblica di Torino ha aperto un altro fascicolo sulla presenza di materiali contenenti asbesto all'interno dell'Università degli Studi di Torino, dopo un anno dalla chiusura di Palazzo Nuovo è toccato alla sede delle facoltà scientifiche di via Pietro Giuria, la quale ospita gli studenti di Fisica, Chimica e Farmacia e i rispettivi laboratori di ricerca. Dai primi rilievi dello Spresal e di Arpa Piemonte, pare che vi siano tracce di amianto nei pavimenti, nel cappotto isolante, nei condotti dell'aria e nei rivestimenti delle tubazioni. Un'ipotesi agghiacciante, ma molto probabile negli edifici costruiti o ristrutturati negli anni sessanta. La legge n.257 del '92 vietava l'estrazione, l'importazione, la produzione e lavorazione dell'amianto, ma non la vendita vietata solo nel '94. 
Per tutto questo periodo l'amianto è stato utilizzato veramente dappertutto: nelle frizioni delle auto, nelle caldaie, nei tetti, nei tubi, nelle pentole, nei pavimenti, nei rivestimenti degli edifici e persino nei pilastri (cassaforma a perdere in amianto). Quando è entrato in commercio sembrava il prodotto che avrebbe ricostruito l'Italia, costava pochissimo, aveva molteplici usi e nel nord Italia c'erano giacimenti quasi eterni. 

Dall'America, negli anni '70 arrivarono i primi studi dell'istituto americano di Ricerca sugli Effetti dell'Amianto sulla Salute (HEI-AR), i quali dimostravano la cancerogenicità del materiale quando si inalano le sue fibre, le quali si depositano all'interno della pleure portano al mesotelioma pleurico e all'asbestosi, ma dai ministeri fu ignorata e fatta passare come un tentativo di affossare il nostro sistema estrattivo, e si continuò a utilizzarlo nella costruzione e nel ricondizionamento di edifici pubblici fino agli anni '80 inoltrati.


DOVE LO SI TROVA MAGGIORMENTE
  • Lastre in fibrocemento, sono le più pericolose perché con l'esposizione agli elementi atmosferici si deteriorano e liberano le polveri cancerogene.
  • Pavimenti in vinile-amianto, utilizzato nelle maggior parte degli edifici pubblici dati i bassi costi, non è pericoloso come le lastre, fino a quando non si secca e incomincia a rompersi liberando le polveri.
  • Canne fumarie, condotte e coperture impianti, hanno la stessa composizione delle lastre, ma più difficili da bonificare dato che sono quasi sempre o completamente inglobate nell'edificio.
Anche se la bonifica ha dei costi superiori alla demolizione e alla ricostruzione a nuovo, non si può fare in altro modo che restaurare con materiali eco sostenibili e riutilizzabili come legno, lana di roccia, acciaio, cartongesso e vetro, siccome spesso e volentieri nell'edilizia pubblica si ha a che fare con palazzi storici, o particolarmente importanti, che non si possono certo tirar giù dall'oggi al domani.
Speriamo solo che, almeno questa volta, non ci siano troppi disagi per gli studenti, come invece è successo per Palazzo Nuovo.
Federico Bertinetti

martedì 22 marzo 2016

Proroga Isee fino all'8 Aprile


In merito alla dibattuta questione seconda rata, vi è un aggiornamento da fare. Grazie al partecipato presidio sotto il Rettorato durante il CdA, Unito ha accolto la proposta di fare una proroga: la nuova finestra, che inizierà fra pochi giorni, chiuderà l'8 aprile, mentre il termine ultimo per il pagamento della seconda rata è posticipato al 22 aprile.

Per una volta, tutto è bene quel che finisce bene.

Redazione

L'Isee colpisce ancora


Con l’arrivo della seconda rata, le tasse universitarie hanno messo ko uno studente su tre. 
I parametri del nuovo Isee, decisi dal Governo, erano già stati abbastanza punitivi nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, ma nonostante tutto circolava un certo ottimismo sull'ammontare della seconda rata grazie alla suddivisione in fasce.

Qualcosa, però, non è andata come avrebbe dovuto.
L’ultima fascia infatti, vede la presenza anche di chi ricchissimo infondo non è. Così centinaia di studenti si sono presentati all'Ufficio Tasse a chiedere spiegazioni: sono stati collocati nella terza fascia, in corrispondenza della rata da più di 2216€. Qualcuno è stato colpito per propria colpa, non avendo presentato un Isee valido, qualcun altro si è scordato di autorizzare il prelievo dalla Banca Dati e qualcun altro ancora pare aver autorizzato tutto correttamente.

La stangata inoltre, è accompagnata dagli altri problemi burocratici riguardanti le pratiche con il Caf e con l’Inps, sembrerebbe infatti che molti studenti non abbiano fatto l'Isee e che questo abbia causato qualche amara sorpresa di troppo.

La soluzione, proposta dai rappresentanti degli studenti, sarebbe quindi quella di aprire una nuova finestra straordinaria per la presentazione dell'Isee e dell'autorizzazione al prelievo dei dati presso la Banca Dati. Sicuramente una cifra simile rappresenta una stangata tale da ledere il fondamentale diritto allo studio di tutti gli studenti colpiti da una cifra così elevata, ci auguriamo in tutta sincerità che per una volta UniTo venga incontro ai propri studenti garantendo questa sacrosanta possibilità.

Gli studenti, su invito dei rappresentanti, hanno reagito con un presidio davanti al rettorato, in via Po, in concomitanza con il Consiglio d'Amministrazione dell’Università. Fra le lamentele c'è chi fa notare la mancanza di un'adeguata comunicazione in merito alle scadenze amministrative.

Sperando che venga risolto il problema aprendo una nuova finestra per la presentazione dell'Isee e l'autorizzazione al prelievo, ne approfittiamo per rimandare alla nostra guida in materia.

La seconda rata, ancora una volta, ha mietuto le proprie vittime.

Chiara Listo

Psicologia - tutto ciò che non funziona


La facoltà di Scienze Tecniche Psicologiche conta un gran numero di iscritti, tanto che per ogni anno accademico gli studenti vengono divisi in due classi differenti almeno fino al conseguimento della laurea triennale. I corsi da seguire durante questo percorso di studi sono molti e per lo più obbligatori; non sempre però vengono assegnate aule adeguate al numero di studenti che li frequenta, tutt’altro. 

Le lezioni vengono svolte in diversi edifici, poiché la facoltà di psicologia non ha una vera e propria sede di appartenenza, al contrario di altri corsi di laurea che seppur meno gettonati godono di quel che in questo caso possiamo definire un benefit, una sede, niente di più. I guai non finiscono qui, purtroppo. Le aule a disposizione, non solo possono ospitare meno studenti di quelli che si vorrebbe, ma appaiono addirittura come totalmente inadeguate anche dal punto di vista didattico. 

Il Teatro Fregoli, ad esempio, già per il fatto di essere un teatro poco fa sperare, ma se questo non bastasse, Unito ha voluto metterci il suo zampino fornendo agli studenti comodi e pratici leggii atti ad un uso che a noi ancora sfugge. Non di rado, capita invece che una lezione si tenga in corso San Maurizio e quella seguente in Via Plana, edifici che si trovano a un chilometro di distanza l’uno dall’altro: la giusta distanza che rende vana ogni speranza di arrivare in tempo alla lezione seguente e magari di trovare pure un posto dove sedersi data la precarietà di essi. 

Questa modalità scoraggia di certo gli iscritti a continuare a frequentare le lezioni, dato non certo positivo e sul quale chi di dovere dovrebbe riflettere al fine di non perdere preziosi iscritti. Questa è la situazione di Psicologia, ma sicuramente altre facoltà saranno coinvolte in circostanze analoghe se non peggiori. 

Invitiamo chiunque voglia condividere un suo pensiero o denunciare ciò che a suo parere non funziona a scriverci su Alternativa Informata, saremo lieti di leggere i vostri pareri e semmai parlare apertamente, come in questo frangente, di ciò che non va nella tua università. 

Claudia Balmamori

lunedì 21 marzo 2016

Arriva TeenCarTo, la città come la vedono i ragazzi


Nell'era digitale fatta di Facebook, Twitter, Google, Instagram, Pinterest, Snapchat, Tinder e milioni di altri social network che ci permettono di chiacchierare con gli amici, esprimere le nostre opinioni, condividere e leggere notizie da ogni dove, si tende a pensare che i ragazzi non abbiano bisogno di vedersi.
Si pensa al classico stereotipo del ragazzino un po' nerd, chiuso in camera con le ante delle finestre serrate, sdraiato sul letto a chattare con amici lontani 100 km.
Tutto questo, grazie a TeenCarTo, potrà essere sfatato!

TeenCarTo è una specie di social network che permette di segnare su una cartina interattiva punti di interesse fisici (parchi, bar, piazze, fermate del bus, ecc.), darne una recensione che verrà letta anche da altri utenti e la possibilità di condividere il tutto sul web... una specie di TripAdvisor per i siti d'interesse e non per alberghi e ristoranti.
Questo progetto è stato ideato e realizzato dal Comune di Torino in collaborazione con l'Università di Torino, in particolare dei geografi del Dipartimento di Culture, Politica e Società che si sono coordinati con l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), sotto la sapiente supervisione del prof. Egidio Dansero. Successivamente, il lavoro informatico è stato lasciato in mano al team di ricercatori del Dipartimento di Informatica che, utilizzando la piattaforma “First Life” e sotto la supervisione del Prof. Guido Boella, hanno creato questo nuovo social network.

Il progetto ha visto lavorare fianco a fianco insegnanti e ragazzi, che hanno catalogato e suddiviso più di 2000 luoghi d'interesse, dividendoli per categorie e votandoli rispetto all'interesse suscitato. I ragazzi che hanno preso parte al progetto sono circa 600 ragazzi tra i 14-15 anni, facenti parte di una quindicina di scuole della città che hanno deciso di aderire al progetto “Piano Adolescenti”, per rendere la città più a misura di ragazzo.

Martina Fila Robattino

giovedì 17 marzo 2016

Unito fra le migliori duecento d'Europa


L’ agenzia inglese Times Higher Education (THE) ha stilato la classifica “European University Top 200”, di cui solo 200, delle 6000 università europee, sono entrate nella graduatoria. Ad emergere sono due Atenei italiani della Toscana, ovvero la “Scuola Normale Superiore” e la “Scuola Superiore Sant’ Anna”. Queste due infatti si trovano rispettivamente in 50° e 90° posizione, quindi tra le prime 100. 

Nella Top 200 rientrano invece altre 17 Università italiane, che, aggiunte a quelle prima citate, danno un totale di 19. Tra queste 19, l’ Università di Torino si piazza al nono posto a pari merito con Milano, mentre nella graduatoria delle prime 200, si trova tra le posizioni 151 e 160. Da questa graduatoria emerge come l’ agenzia inglese ritenga migliori gli Atenei che appartengono quasi esclusivamente alla parte centro-settentrionale del paese, eccezion fatta per Roma. 

E’ opportuno però confrontare la diversità di budget a disposizione tra gli Atenei italiani e quelli inglesi, per esempio. L’ Italia, secondo una stima del 2014, aveva un budget pari a 13 miliardi di euro, mentre la Gran Bretagna circa 30 miliardi di sterline; ciò emerge anche nel rapporto tra numero di docenti e studenti, minore che in Italia. 

L’Università degli Studi di Torino ha però un motivo d’ orgoglio in più rispetto agli altri Atenei, in quanto tra i ricercatori più citati nelle riviste scientifiche italiane, 4 di questi lavorano all’interno dell’ Ateneo di Torino.

Alessandro Massari

Piero Angela alla Cavallerizza Reale


Oggi, giovedì 17 marzo 2016 alle ore 17.45, ci sarà l’ultima occasione per assistere alla conferenza del famoso ed acclamato giornalista e scrittore Piero Angela, autore di diverse pubblicazioni scientifiche, tecnologiche, ambientali ed economiche, in più lingue straniere. 

Un evento sponsorizzato dalla città di Torino e dalla Regione Piemonte, con il patrocinio della Città Metropolitana, che si svolgerà presso l'Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9, Torino). La conferenza avrà come tema principale il "Viaggio nella mente. Dove si nascondono il genio, l'amore e la libertà".

Durante la giornata si parlerà del funzionamento del nostro cervello e soprattutto di diverse variabili della nostra vita e di come esse ci influenzano nel tempo, come alimentazione, esercizio fisico, e allattamento. Altre domande a cui si riceverà risposta, riguardano il comportamento del cervello durante l’ Alzheimer oppure il funzionamento dei dejà-vù. Un'altra tematica fondamentale che non mancherà in sede di conferenza sarà l’amore e tutte le sue forme: come nasce e cosa scaturisce. E per ultimo, verranno anche affrontate le diverse emozioni dell’uomo.

L’evento è organizzato da GiovedìScienza, la scienza in diretta settimana per settimana, che ha organizzato dal 26 novembre 2015 al 17 marzo 2016 diversi incontri e spettacoli teatrali per spiegare il vasto mondo della scienza a grandi e piccini . Per chi non potrà essere presente all’evento di giovedì, per non perdere nemmeno un attimo, UNITO mette a disposizione la sua piattaforma, al seguente sito internet dove sarà possibile seguire in tempo reale la conferenza in aula. 

Da ricordare, inoltre, che l’ingresso sarà gratuito per tutti i partecipanti.

Fabiana Ragusa

martedì 15 marzo 2016

Riapertura graduale di Palazzo Nuovo - La storia infinita


Prosegue la riapertura del primo piano di Palazzo Nuovo, vari rumors dicevano che per fine Febbraio anche il secondo piano sarebbe stato agibile, ma niente da fare, per ora accontentiamoci dell'ennesima tranche di aule al primo piano che dall'8 Marzo hanno nuovamente aperto le proprie porte agli studenti: 

Aula 30, Rinominata in aula 20 (48 posti) 
Aula 19, ex aula 1 CISI (80 posti) 
Aula 18, ex aula 1 CISI (80 posti) 
Aula 17 (48 posti) 

La fine di Febbraio ha portato al compimento i lavori di confinamento e ripulitura della Biblioteca Rostagni (piano terra) e delle biblioteche di Filosofia, Ams (Arte, Musica e Spettacolo) e Geografia, situate al secondo piano. Dall'8 Marzo '16 in questi locali è stato consentito il rientro al personale bibliotecario, ora basta solo attendere la riapertura al pubblico; e chissà, magari entro la fine dell'anno accademico tornerà tutto come prima, o forse no. 

Claudia Balmamori

lunedì 14 marzo 2016

Rappresentanza per i borsisti, nulla all'orizzonte


La nostra amata Italia è un po' sempre la patria della corruzione, dei lavori fatti a metà e male, dei raccomandati, della “meritocrazia non so cosa sia”, del “scapa travaij che mi rivu!” (detto piemontese: “scappa lavoro, che io arrivo”), ma parlando di rappresentanza, guardando in Senato o in Parlamento, non ci viene da pensare che esista una piccola ma enorme branca di individui non rappresentata. 

Probabilmente ogni orientamento politico, economico, addirittura sessuale ha un suo rappresentante e sembra quasi ridicolo che, all'interno dell'Università, questo non accada per borsisti ed assegnisti. Sì, sì, sto proprio parlando di quelle anime pie che sognano di diventare in un futuro docenti, oppure di poter fare i ricercatori e scoprire, perché no, la cura per il cancro o l'esistenza di Dio, ma che purtroppo si trovano appiedati quando si parla di rappresentanza. Questo, spiega il rettore Gianmaria Ajani, è purtroppo dovuto ad un “inghippo” di sistema, poiché alle precedenti elezioni delle commissioni accademiche, per la rappresentanza di borsisti e assegnisti nessuno si candidò, lasciando di fatto il posto vuoto. Ora che la categoria vorrebbe far sentire la propria voce, c'è un blocco: in caso vi fosse un rappresentante, si attenderebbe la fine del suo mandato per indire nuove lezioni oppure, in caso di dimissioni, si può subito decidere per un sostituto; purtroppo, il fatto che non ci fossero candidati, comporta la non applicabilità di questo éscamotage e, di fatto, blocca tutta la procedura fino alle successive elezioni. E' innegabile che sia necessario un cambio delle normative vigenti, in modo che problemi di questo tipo siano compresi ma anche e soprattutto risolvibile! 

C'è, però, da dare a Cesare ciò che è di Cesare. In seguito alla protesta denominata “Sciopero alla Rovescia” (che ha visto la categoria di assegnisti/borsisti prendere posizione su argomenti spinosi ma importantissimi come ore di docenza, compensi per le stesse, ecc.), c'è stata una vittoria: il compenso pattuito per le ore di docenza di questa categoria è stata di 25 euro all'ora, non male e soprattutto un piccolo passo verso un cambiamento vero e proprio. 

Martina Fila Robattino

venerdì 11 marzo 2016

Startup dell’editoria al Salone del Libro


Fino a venerdì 1 aprile sarà possibile candidarsi a “Book to the future”, un’area del Salone Internazionale del Libro che ospita ogni anno dieci start up impegnate nell’editoria e nella diffusione di contenuti creativi digitali: applicazioni per ricerche bibliografiche intelligenti che interpretano i gusti del lettore grazie a sistemi di connessioni ipertestuali e di algoritmi di ranking; piattaforme di social reading o di crowdfunding per progetti letterari; portali per la lettura di ebook condivisa e in streaming online; progetti digitali educativi di avvicinamento alla lettura per l’infanzia, con applicazioni per tablet che propongono favole digitali o giochi didattici; software per far da sé in pochi passi ebook multimediali con animazioni, video, suoni e lettura sincronizzata del testo; piattaforme web per studiare, ripassare e fare esercizi dedicate a studenti dei licei e degli istituti superiori. 

Questi sopraelencati sono solo alcuni dei progetti più innovativi che stanno cambiando il modo di concepire e usare il libro e la lettura. E sono nati tutti dal Salone Internazionale del Libro di Torino. Dal 2014, infatti, l’area "Book to the future" ospita ogni anno dieci startup dal mondo che esplorano nuove frontiere dell’editoria e dei contenuti creativi in formato digitale. Il concorso si rivolge a tutte le realtà italiane o estere che siano impegnate da più di quattro anni nello sviluppo di un prodotto editoriale, digitale, creativo e interattivo che vada oltre l’ormai semplice e se vogliamo, quasi superato, E-book. Durante il salone dal 12 al 16 maggio, le startup selezionate potranno presentare i propri progetti a investitori e business angel.

Non ci resta che attendere l'apertura ufficiale del Salone per scoprire quali novità ci riserva il futuro.

Raffaele Marascio

giovedì 10 marzo 2016

La tecnologia giapponese sbarca a Chimica


Non ha ricevuto le attenzioni mediatiche che, probabilmente, meritava, ma al Dipartimento di Chimica è arrivato dal Giappone un nuovo macchinario di risonanza magnetica nucleare all'avanguardia degli ultimi sviluppi tecnologici. L'ECZR600, prodotto dalla JEOL, è uno dei migliori strumenti per l'analisi di campioni solidi, Torino è uno dei cinque centri europei dove questo macchinario è sbarcato. 

Questo macchinario, innovativo e dall'alto valore economico, è stato presentato al Dipartimento di Chimica di UniTo dal Rettore Gianmaria Ajani, dal Direttore del Dipartimento, il prof. Marco Vincenti, insieme al prof. Roberto Gobetto e al prof. Michele Chierotti facenti parti del Gruppo di Ricerca Risonanze Magnetiche e dai rappresentanti dell'azienda giapponese.

ECZR600 resterà qui a Torino per almeno un anno, in comodato gratuito. I ricercatori e gli addetti ai lavori commentano in maniera entusiastica l'arrivo di un macchinario che, senza troppi giri di parole, permette finalmente di studiare particolarità di materiali in maniera avanzata e di spingere le frontiere della ricerca in questo settore ancora oltre.

Un altro piccolo passo per l'Università degli Studi di Torino.

Redazione

martedì 8 marzo 2016

Nuovo centro di Biotecnologia e Medicina Traslazionale


Fra le varie lamentele che sentiamo quotidianamente tra “I nostri politici hanno gli stipendi troppo alti” e “in Italia i giovani non trovano lavoro”, ce n'è una che sempre mi colpisce e cioè che “in Italia non si sostiene la Ricerca”. 
Beh, la Regione Piemonte ha posto finalmente le basi per risolvere il problema! 

Come tutti sappiamo, Torino è famosa per essere la Città della Salute, progetto avviato negli scorsi anni che permette al cittadino di rivolgersi alle migliori equipe mediche e chirurgiche sul suolo torinese, che ora avrà un tassello in più. Sto parlando del Centro di Biotecnologie e Medicina Traslazionale che verrà inaugurato a metà 2016 e che ospiterà fino a 24 gruppi di ricerca biomedica, biotecnologica, medicina ed anche oncologia. Questo permetterà l'inizio di una vera e propria guerra ad alcuni tipi di tumore piuttosto aggressivi come il tumore al cervello o quello del sangue. Translazionale significa “interazione di più competenze”, ed è proprio questa la caratteristica principale che permetterà al centro di funzionare: ci saranno biologi, medici, biotecnologi, oncologi, chimici, fisici, ecc. che metteranno le loro conoscenze a disposizione della ricerca e collaboreranno per fronteggiare emergenze sanitarie rilevanti. 

Inutile dire quanto la Regione punti su questo Centro e UniTo non poteva tirarsi indietro: anche l'Università degli Studi di Torino è promotrice del progetto “Parco della Salute” che, oltre ad essere il primo progetto comprendente l'unione di molte conoscenze per fronteggiare i problemi sanitari, rivoluziona di fatto anche il concetto di medicina odierno. Infatti, mentre prima vi era un approccio “from the bench to the bed” (dal “laboratorio” al letto del paziente), ora l'approccio cambierà in “from the bed to the bench” (dal letto al “laboratorio”), utilizzando di fatto la ricerca per rispondere ai problemi dei pazienti, trovando soluzioni personalizzate e mirate. 

Il Centro andrà a far parte di un triangolo tutto concentrato sulla ricerca di cui fanno già parte lo “Human Genetics Foundation” e il Centro Interdipartimentale di ricerca per la Biotecnologia Molecolare (MBC), oltre essere in stretto collegamento con l'Azienda Ospedaliera Universitaria. La sua realizzazione ha visto cooperare la Regione Piemonte che, grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ha potuto stanziare ben 15 milioni di euro, e la Compagnia di San Paolo, che ha stanziato i rimanenti 5 milioni. Sono cifre da capogiro, ma hanno permesso la costruzione di 5000 mq di laboratori di ricerca di enti pubblici e privati, di servizi, di studi che daranno vita ad una Ricerca tutta nuova. 

Ragazzi, che sia un chiaro segnale di cambiamento? In ogni caso, è davvero un ottimo primo passo! 

Martina Fila Robattino

martedì 1 marzo 2016

Accademia Albertina, finalmente le elezioni!


La situazione caotica in cui versa la gestione didattica e finanziaria dell'Accademia Albertina è nota a tutti gli studenti di questa istituzione. Appelli che saltano, orari non pervenuti, insegnanti assenti rendono l'esperienza accademica dei ragazzi un vera bolgia infernale. 

Questa situazione deve sicuramente parte delle sue motivazioni nell'assenza di una reale rappresentanza studentesca che si impegni nel far valere i diritti degli studenti dell'Accademia. In questi giorni osserviamo l'importante tentativo di risolvere la vacanza rappresentativa con le elezioni studentesche, già iniziate ieri 29 febbraio e che si concluderanno domani, 2 marzo. Le elezioni sono solo il culmine di un percorso avviato da un gruppo di studenti noto come "La quasi consulta" che con zelo ha avviato le trattative con l'amministrazione concentrandosi in prima istanza sull'ottenimento dell'esenzione delle tasse per i borsisti e sulla fasciazione della contribuzione studentesca, trovando apertura in entrambe le questioni a partire dal prossimo anno scolastico qualora le elezioni avessero risultato positivo.

 Risultato positivo che si raggiungerebbe unicamente se i votanti in queste elezioni fossero il 20% della popolazione studentesca, parliamo di 340 individui, un quorum decisamente alto considerate le affluenze alle ultime elezioni dell'Università di Torino, che hanno di poco superato il 4%. Risulta quindi importante che gli allievi dell'Accademia, se hanno volontà di avere una forte rappresentanza e di provare a cambiare la loro situazione, si rechino alle urne con forte partecipazione. 

Per ulteriori informazioni sulla "Quasi Consulta" e sui candidati alla Consulta Studentesca rimandiamo a questo link 

Redazione