lunedì 22 febbraio 2016

Economia - Free Entry


Per le future matricole di Economia il test sarà solo un brutto ricordo che hanno dovuto affrontare i loro predecessori. Infatti, il Consiglio del Dipartimento ha approvato il nuovo documento che regola l'accesso ai corsi in "Economia aziendale" e in "Economia e commercio" di Unito. A settembre verranno solo accolti dal Tarm (Test di Autocertificazione dei Requisiti Minimi), che verificherà le competenze di base per poter sostenere gli esami. La liberalizzazione dell’ingresso universitario pone però il problema degli spazi. È stato tuttavia promesso un piano per il miglioramento della gestione delle aule, anche perché “non abbiamo nessun interesse a tenere fuori gli studenti” - ha commentato il rettore Gianmaria Ajani all’annuncio della nuova linea dell'Università. La battaglia contro il numero chiuso ha fatto un passo avanti. Oltre agli aspiranti studenti di Chimica, Scienze naturali, Scienze agrarie, Scienze forestali, Geologia, Scienze dei materiali e una parte delle lauree in Psicologia, anche i futuri economisti potranno dormire notti tranquilli fino all’inizio del prossimo anno accademico. 

Chiara Listo

martedì 16 febbraio 2016

Arrivano i voucher per Piemonte Musei


Anche quest'anno, dal 17 al 24 febbraio 2016, avverrà la distribuzione dei voucher per l'abbonamento Piemonte Musei. 

Cosa sono? Questi voucher, distribuiti dal Consiglio degli Studenti, danno diritto a tariffe agevolate per entrare in possesso dell'abbonamento Piemonte Musei, che permette di accedere liberamente a musei, residenze, castelli, mostre e giardini in tutto il Piemonte. 

I voucher hanno una validità di tre mesi dalla data di emissione e non sono replicabili, il Consiglio degli Studenti ha messo a disposizione 3350 voucher a 11,5€ e 150 a 5€. 
L'abbonamento durerà un anno dalla data di emissione.

Se vuoi sapere come ottenere il voucher o se vuoi avere altre informazioni in merito, clicca qui

Redazione

mercoledì 10 febbraio 2016

Concorsi pubblici? Il voto di laurea non basterà più


Per quanto l’argomento trattato non sia attualissimo, abbiamo ritenuto opportuno proporlo ai nostri lettori, sapendo che ancora molti non ne sono a conoscenza. Approfittiamo delle recenti dichiarazioni del Governo riguardo la riforma Madia, che dividerà la Pubblica amministrazione in Ministeri, Regioni ed Enti-Locali, Sanità e Scuola (in cui rientrerà l’Università), per riallacciarci ad un emendamento di questa riforma votato in estate alla Camera. Per diventare funzionari e dirigenti pubblici il voto di laurea non basterà più, ma si dovrà tener conto anche del pedigree dell’università e della sua generosità o meno nei voti. Tale emendamento è destinato a terremotare non solo i concorsi pubblici, ma anche il mondo universitario e la valutazione delle competenze. 

Tra le polemiche c'è chi vi intravede, nella possibile discriminazione tra atenei, un tentativo di abolizione del valore legale del titolo e chi invece vorrebbe una classe dirigente più preparata e dunque meglio selezionata. Bisogna comunque specificare che si tratta di una norma delega, fatta cioè di principi generali perché inserita in una legge delega che ha bisogno poi di numerosi decreti legislativi del governo per essere attuata nel concreto decreti che poi il Parlamento valuterà, sebbene con mero parere consultivo. 

L’intenzione del governo è di far sì che il voto di laurea venga considerato a seconda del voto medio che viene dato alla facoltà in questione, per impedire che gli studenti scelgano un certo indirizzo solo perché il meccanismo di valutazione è più generoso. C’è chi ribatte però dicendo che l’inferiorità di un ateneo rispetto ad un altro non è dimostrabile dai voti alti degli studenti, che in realtà potrebbero essere realmente tutti molto preparati. Tuttavia non è dello stesso parere il governo. Infatti, qualche mese fa era stato proprio il premier Renzi a dire che bisogna avere il coraggio di ammettere che in Italia esistono università di serie A e di serie B e che rifiutare la logica del merito dentro le università e pensare che tutte siano valide è quanto di più antidemocratico vi possa essere. 

La divisione delle università comporterà conseguentemente anche una discriminazione basata sull'ateneo in cui è stato conseguita la laurea, quindi un ostacolo in più all'ingresso nel mondo del lavoro? La probabilità esiste e non è indifferente.

Raffaele Marascio

giovedì 4 febbraio 2016

"Il sapere è fatto per prendere posizione"


Volantinaggio al Campus da parte del "Progetto Palestina": gli studenti hanno chiesto ai professori di aderire all'appello di boicottaggio contro l'accordo dell'Università e del Politecnico con il Technion, Israel Institute of Technology di Haifa. Tempestiva la presa di posizione del sindaco Fassino, che ha dichiarato "assurdo boicottare Israele". 

Ieri mattina un gruppo di studenti si è presentato nel cortile del Campus Einaudi con uno striscione "Il sapere è fatto per prendere posizione", citazione di Foucault, che pone un accetto sulla domanda "E tutti gli altri?". 

Nel volantino si legge che "chi nega il legame tra scienza etica e politica si macchia di complicità con le politiche oppressive di attori terzi", in risposta alle dichiarazioni di Marco Gilli, rettore del Politecnico. Non si sono verificati momenti di tensione, ma gli studenti fanno sentire la propria voce attaccando manifesti fuori dalle aule dei loro insegnanti.

Chiara Listo

mercoledì 3 febbraio 2016

2 sondaggi in 2 minuti


Problemi con Unito? Pensi che molte cose non vadano bene e possano essere migliorate? Oppure pensi che il portale dell’università sia fantastico? Non è questo il punto. 
L’Ateneo ha bisogno di essere valutato per capire i suoi errori, per correggersi e per capire quali siano suoi punti forti. Proprio come uno studente, ha bisogno della “correzione della verifica”. 

Come? Attraverso un sondaggio rigorosamente anonimo. Quindi sì, potrete scatenare la vostra rabbia repressa per le infinite code agli sportelli, per le ore passate al telefono sperando che il personale fosse finalmente disponibile ad ascoltarvi, per la smartcard che è stata un miraggio per molti, per Edumeter e il piano carriera, problematici dalla prima all’ultima riga. Ma allo stesso tempo potrete complimentarvi “perché sul sito c’è scritto tutto” …e altre cose, no? 

2 sondaggi in 2 minuti, nulla di più. Considerando tutto il tempo che perdiamo in lamentele varie verso il tanto odiato portale dell’ateneo, due minuti per cercare di migliorarlo possono dare i loro frutti. Accantonate la scusa “ora non posso perché devo studiare”, mettete in stand-by libri e appunti di ogni materia e contribuite all’ottimizzazione dell’Ateneo! Chissà che una valutazione anonima in più possa fare la differenza. Il futuro delle prossime matricole è nelle nostre mani.

Chiara Listo

lunedì 1 febbraio 2016

Collaborazione con Haifa, non cessano le polemiche


Giornate pesanti per l'Unito, dove politica e ricerca stanno sostenendo un pesante duello. Il terreno di scontro è rappresentato dalla collaborazione avviata con l'Ateneo di Haifa, in Israele, collaborazione che riguarda anche il Politecnico e altri atenei italiani. 

Ventisette docenti dell'Università degli Studi di Torino, infatti, si son fatti portavoce di una petizione per boicottare gli accordi con il Technion e interrompere la collaborazione «per non fornire sostegno all'occupazione militare e alla colonizzazione della Palestina». 
Infatti, il Technion è accusato dai firmatari della petizione di collaborare con l'esercito di Israele. 

Le contestazioni erano iniziate già a novembre, quando all'Agraria di Grugliasco si tenne la prima conferenza duramente contestata da un gruppo di studenti. Gli organi dell'Università difendono l'accordo sostenendo che riguardi principalmente tematiche biomediche, ovvero nulla che possa centrare con progetti militari, e sostengono la necessità di continuare gli scambi e di mantenere il sapere scientifico condiviso, a prescindere da questioni politiche.

La polemica è, sicuramente, soltanto agli inizi. La petizione, intanto, ha raggiunto le 169 firme. 

Enrico Forzese