mercoledì 11 maggio 2016

Summer School d'Arte alla Venaria Reale


A tutti i conservatori, curatori, restauratori, galleristi, ricercatori, avvocati e professionisti del settore artistico, che vogliono arricchire le loro conoscenze nel campo e che vogliono essere sempre all'avanguardia, il Centro di Conservazione e Restauro della “Venaria Reale” apre le iscrizioni all'International Summer School: “Identity and Conservation of Contemporary Artworks: Duties and Responsibility”.

Non lasciatevi ingannare dal titolo: questo programma è si dedicato ai cultori e agli esperti d'arte, ma si propone di affrontare l'argomento anche da un punto di vista legale(per quanto riguarda la conservazione dei beni) e ontologico(per quanto riguarda il punto di vista storico e filosofico dell'importanza della conservazione dei beni artistici).
Si tratta di una settimana intensiva, dal 12 al 18 settembre 2016, di workshop, lezioni, tavole rotonde, e simulazioni condotte da docenti ed artisti/restauratori di arte contemporanea.
Le lezioni seguono la metodologia “lezione&casi di studio”, per non rimanere ancorati alla teoria ma permettere una sperimentazione sul campo di ciò che si studia, oltre che la visita alle principali istituzioni dell'arte contemporanea su suolo torinese, pianificata per l'ultimo giorno della sessione.

Oltre il Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”e l'università degli studi di Torino, promotori dell'evento sono anche l'Università di Milano Bicocca, la Regione Piemonte, la Città di Torino, senza tralasciare il prezioso supporto di Intesa San Paolo.
Ovviamente, occorre nominare anche i vari partner del progetto: Fondazione Torino Musei, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz, il Castello di Rivoli “Museo d'Arte Contemporanea”, il Museo Ettore Fico, il Museo del Novecento, la Piattaforma Tecnologica Italiana “Cultural Heritage iPoch2”, le Gallerie d’Italia e la Società Italiana di Estetica.

Quindi, ricapitoliamo:
Se siete cultori d'arte o esperti, la Reggia di Venaria ospita un interessantissimo “summer programme”, dal 12 al 18 settembre, che potrebbe proprio fare al caso vostro!

Buona estate ragazzi e buon lavoro!


Martina Fila Robattino

mercoledì 4 maggio 2016

Pronti, partenza... CIIIIS


Uno scatto per lo sport propone anche quest’anno di prendere le tanto amate reflex e fermare per un istante il mondo sportivo, facendolo mettere in posa o cercando di cogliere il suo aspetto più artistico. “70 anni di storia, 70 anni di sport”: è il tema dell’undicesima edizione del concorso fotografico, in onore delle celebrazioni per i 70 anni del CUS TORINO e del CUSI (centro universitario sportivo italiano). Due categorie principali, open e universitari, e due categorie speciali, CUS Torino Adaptive e mondo scuola. Perché aspettare oltre? Per ogni categoria saranno premiate le prime 3 foto, obbligatoriamente inedite e mai pubblicate. Tra i premi speciali, uno dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, uno Tuttosport, uno dell’Assocazione Di Volontariato Sportivo Primo Nebiolo. E non sono gli unici! L’ultima data utile per caricare i propri lavori sarà domenica 15 maggio. Per le premiazioni basterà aspettare giugno, presso l’auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Via i libri, via cellulari, via computer, tablet, qualsiasi cosa che non ci permetta di guardare intorno e riuscire a sorridere, immaginandosi esattamente quella scena stampata, indelebile per sempre. È la magia della fotografia, arricchita dal brivido della sana competizione che solo lo sport sa dare.

Chiara Listo

mercoledì 27 aprile 2016

Novità sul Tarm 16/17



Il TARM è una test obbligatorio per coloro che intendono frequentare l’Università che mira ad accertare le conoscenze di base. UNITO permette agli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado la di svolgere anticipatamente il Test per l’iscrizione a undici Corsi di Studio: Chimica e tecnologie chimiche, Fisica, Informatica, Matematica, Matematica per la finanza e l’assicurazione, Produzioni e gestione degli animali in allevamento e selvatici, Scienza e tecnologia dei materiali, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze forestali e ambientali, Scienze geologiche, Scienze naturali.

Il periodo in cui si terrà la sessione va dal 18 al 22 Aprile 2016.Possono parteciparvi tutti gli studenti interessati ad iscriversi nel prossimo anno accademico 2016/17 all’Università di Torino ad uno dei Corsi di Studio sopra elencati. La prova è unica e comune per tutti i Corsi di Studio coinvolti ed è formata da cinque test contenenti domande a risposta multipla: 10 domande per i test di Biologia, Chimica e Fisica; 25 per il test di Matematica ed infine un test di comprensione del testo con 5 domande. L’esito verrà comunicato tramite posta elettronica allo studente, il quale inoltre riceverà l'elenco dei Corsi di Studio scientifici dell’Università di Torino a cui potrà iscriversi per l’anno accademico 2016/17 con la prova TARM già riconosciuta senza dover sostenere nuovamente i test nelle sessioni successive. Per partecipare alla sessione è necessario prenotarsi nel periodo il 07 e il 13 Aprile 2016. 

Nei giorni seguenti la prenotazione gli studenti riceveranno una comunicazione tramite posta elettronica con le indicazioni della data e della sede della prova. Le prove si svolgeranno presso le aule informatiche dell’Università di Torino, la quale offre a tutti gli studenti la possibilità di prepararsi gratuitamente sulla piattaforma www.orientamente.unito.it dove è disponibile un’area con numerosi test con valutazione automatica di Biologia, Chimica, Fisica e Matematica con cui gli studenti potranno allenarsi e controllare la propria preparazione.

Raffaele Marascio

mercoledì 20 aprile 2016

Sportello casa, una risorsa da Edisu


L'Università è un periodo magico della nostra vita di studenti: nuovi posti, nuove conoscenze, nuovi amici e nuova vita. Oltre a coloro che a malapena fanno 100 metri per raggiungerla, ci sono altri di noi invece, sia per varietà di facoltà, che per scelta individuale, si trovano a doversi muovere da paesini sperduti verso le grandi città, o addirittura di regione in regione.

Questo spostamento comporta, inevitabilmente, la necessità di un tetto sulla testa.
Edisu mette già a disposizione borsa di studio più servizio abitativo per coloro che superano un certo tot. di distanza da casa, ma se si è al di sotto dei range previsti, non si ha diritto ad una stanza.
E questo è un problema, perché bisogna rimboccarsi le maniche: cercare un appartamento, visitarlo, saperne capire pregi e difetti, soprattutto, saperlo scegliere bene.Ammettetelo: se foste messi davanti a questo problema, sapreste come risolverlo, in base all'odierno mercato immobiliare?
Immagino di no. Io, personalmente, brancolerei nel buio.

Ma, per fortuna, è sempre Edisu Piemonte a venirci incontro, tramite lo Sportello Casa.
Lo Sportello Casa è un servizio offerto a tutti quegli studenti, italiani e stranieri, che hanno bisogno di trovare un appartamento o anche solo una stanza privatamente, quindi senza servirsi di borse di studio o enti che mettano alloggi a disposizione. Naturalmente, il servizio funziona anche al contrario: oltre a cercare alloggi, potreste anche avere necessità di affittare o trovare coinquilini, Sportello Casa aiuta anche voi!

Il servizio è completamente gratuito ed affidabilissimo, poiché si serve di una banca dati aggiornata in tempo reale di tutte le domande di offerta/richiesta di alloggi, posti letto e stanze disponibili nella città dove se ne fa richiesta. La banca dati è consultabile presso le sedi dell'ente promotore, attivato per le città di Torino, Alessandria, Bra, Cuneo, Novara e Vercelli. Il personale coinvolto sarà ben felice di aiutare ogni studente in difficoltà, anche se è richiesto l'appuntamento per vagliare contratti d'affitto.

Possiamo davvero dire che l'ente Edisu Piemonte, con tutti i suoi servizi già attivi e anche questo in aggiunta, ci viene incontro e ci aiuta a fare i primi veri passi verso la nostra vita adulta.


Martina Fila Robattino

lunedì 18 aprile 2016

La Regione assicura il 100% delle Borse Studio

Obiettivo raggiunto! Il 100% degli studenti aventi diritto alla borsa di studio sarà soddisfatto nella sua richiesta. È con grande orgoglio che Monica Cerutti, assessore al diritto allo studio universitario, sciorina i dati riguardo l’incremento dei fondi regionali, passati dai 12.120.166 di euro del 2013 ai 17,3 milioni nel 2016. L'aumento di fondi ha permesso di portare la copertura dal 55,1% al 100% di quest'anno: un traguardo davvero importante per garantire ai ragazzi piemontesi un percorso di crescita ottimale. 

Marta Levi, presidente dell’EDISU Piemonte ha aggiunto: “Lo sforzo compiuto dalla Regione Piemonte e da Edisu in questi ultimi due anni ci ha consentito di arrivare ad un incremento significativo delle risorse del Fondo Integrativo Statale. Le risorse comunicate dal MIUR per l’anno accademico 15/16, se ci saranno assegnate per tempo, ci consentiranno di scorrere le graduatorie e di pagare le borse a tutti gli aventi diritto”. Grazie a questi traguardi è stata finalmente abbattuta la vergognosa categoria degli studenti “idonei”, ma non beneficiari, cioè quelli che pur avendo diritto alla borsa non la prendeva perché al fondo della graduatoria. La novità riguarda 8 mila studenti che ricevono una borsa media di oltre 3000 euro l’anno, che varia in base alle fasce di reddito e residenza. Secondo un recente studio della Fondazione Agnelli, in Piemonte, per le disparità che c’erano fino a ieri, la borsa va al 9% degli studenti, contro il 12 della media nazionale. 
Grazie agli accordi raggiunti si è ripristinata la copertura totale degli aiuti economici agli studenti universitari: non capitava da sei anni! Nonostante gli sforzi e a scapito delle titubanze di molti, l’obiettivo è stato centrato.

Chiara Listo

lunedì 4 aprile 2016

Il direttore de La Stampa al Campus Sanpaolo


Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, incontrerà gli studenti di Campus Sanpaolo e gli abitanti del quartiere. 

Mercoledì 6 aprile alle ore 18,30 verrà al Campus Sanpaolo di via Caraglio 97 il nuovo direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, che per cominciare il suo nuovo mandato ha deciso di partire dall'incontro con i territori di Torino, la città in cui è situata la sede del noto quotidiano. Sarà un’occasione per incontrare gli studenti del Campus e gli abitanti del quartiere San Paolo, per presentarsi e per raccogliere utili considerazioni da parte dei lettori e del territorio. Per gli studenti universitari che aspirino ad essere giornalisti può essere l'occasione giusta per confrontarsi con uno dei massimi esponenti della realtà torinese.

Un’importante occasione da non perdere!

Raffaele Marascio

venerdì 1 aprile 2016

"La Regione taglia 5 milioni al Diritto allo Studio"


Molto spesso, in tempi di crisi e non solo, si parla di bilancio, di tagli a questo, di soldi spariti e di proteste. Questo è accaduto nei giorni scorsi a Torino, quando è avvenuta una strana “sparizione” di una buona parte dei fondi del 2016 riservati al diritto allo studio, oltre a 5 milioni di euro previsti per il 2017.

Questi soldi, come possiamo immaginare, vanno a favore di tutti coloro che usufruiscono delle mense, delle residenze, delle aule studio e delle borse di studio messe a disposizione dall'Edisu, Ente per il Diritto allo Studio, ovvero vanno ad aiutare e sostenere il fondamentale diritto allo studio per le persone meno abbienti che, come previsto dalla nostra Costituzione, devono ugualmente aver la possibilità di studiare ed emergere.

Ovvia la trafila di botta e risposta tra gli studenti e l'assessore Cerutti, che assicura di “non aver nessuna intenzione di ridurre i fondi e chiede di mantenere la calma finché non sarà possibile rivedere i capitoli che portano cifre al ribasso”. Livio Sera, rappresentante degli studenti dell'Edisu, accusa di “poca serietà, in quanto approvare un bilancio tagliato e solo successivamente cercare di appianare le mancanze, non fa altro che peggiorare la situazione e rendere le disponibilità di denaro sempre più esigue”. 

Anche dalla parte dell'assessorato vi sono idee discordanti: Marco Grimaldi, il consigliere che ha presentato gli emendamenti che permetterebbero un aumento dei fondi universitari da 17,3 a 18 milioni e 5 milioni l'anno per eventuali investimenti, si è dichiarato pronto a votare contro il maxi emendamento del collega Reschigna, assessore al bilancio. Cerutti ribatte, chiarendo che ciò che asserisce l'assessore Grimaldi non è completamente esatto, poiché gli investimenti dovevano essere spalmati su due anni. 

Altra voce discordante è quella di Marta Levi, presidente dell'Edisu, che richiede chiarezza dalla Regione, in quanto quei 5 milioni promessi e poi spariti, sono già stati stanziati; la stessa ci tiene anche ad aggiungere che, se quei soldi non verranno riconosciuti all'Edisu, presto si esauriranno gli avanzi di amministrazione finora utilizzati e non saranno più applicabili i servizi che l'ente offre, per mancanza dei fondi necessari. 

Alla fine della fiera, ancora una volta a rimetterci potrebbero esser gli studenti.

Martina Fila Robattino

mercoledì 30 marzo 2016

Un Paese ricostruito in amianto

In questi giorni, la Procura della Repubblica di Torino ha aperto un altro fascicolo sulla presenza di materiali contenenti asbesto all'interno dell'Università degli Studi di Torino, dopo un anno dalla chiusura di Palazzo Nuovo è toccato alla sede delle facoltà scientifiche di via Pietro Giuria, la quale ospita gli studenti di Fisica, Chimica e Farmacia e i rispettivi laboratori di ricerca. Dai primi rilievi dello Spresal e di Arpa Piemonte, pare che vi siano tracce di amianto nei pavimenti, nel cappotto isolante, nei condotti dell'aria e nei rivestimenti delle tubazioni. Un'ipotesi agghiacciante, ma molto probabile negli edifici costruiti o ristrutturati negli anni sessanta. La legge n.257 del '92 vietava l'estrazione, l'importazione, la produzione e lavorazione dell'amianto, ma non la vendita vietata solo nel '94. 
Per tutto questo periodo l'amianto è stato utilizzato veramente dappertutto: nelle frizioni delle auto, nelle caldaie, nei tetti, nei tubi, nelle pentole, nei pavimenti, nei rivestimenti degli edifici e persino nei pilastri (cassaforma a perdere in amianto). Quando è entrato in commercio sembrava il prodotto che avrebbe ricostruito l'Italia, costava pochissimo, aveva molteplici usi e nel nord Italia c'erano giacimenti quasi eterni. 

Dall'America, negli anni '70 arrivarono i primi studi dell'istituto americano di Ricerca sugli Effetti dell'Amianto sulla Salute (HEI-AR), i quali dimostravano la cancerogenicità del materiale quando si inalano le sue fibre, le quali si depositano all'interno della pleure portano al mesotelioma pleurico e all'asbestosi, ma dai ministeri fu ignorata e fatta passare come un tentativo di affossare il nostro sistema estrattivo, e si continuò a utilizzarlo nella costruzione e nel ricondizionamento di edifici pubblici fino agli anni '80 inoltrati.


DOVE LO SI TROVA MAGGIORMENTE
  • Lastre in fibrocemento, sono le più pericolose perché con l'esposizione agli elementi atmosferici si deteriorano e liberano le polveri cancerogene.
  • Pavimenti in vinile-amianto, utilizzato nelle maggior parte degli edifici pubblici dati i bassi costi, non è pericoloso come le lastre, fino a quando non si secca e incomincia a rompersi liberando le polveri.
  • Canne fumarie, condotte e coperture impianti, hanno la stessa composizione delle lastre, ma più difficili da bonificare dato che sono quasi sempre o completamente inglobate nell'edificio.
Anche se la bonifica ha dei costi superiori alla demolizione e alla ricostruzione a nuovo, non si può fare in altro modo che restaurare con materiali eco sostenibili e riutilizzabili come legno, lana di roccia, acciaio, cartongesso e vetro, siccome spesso e volentieri nell'edilizia pubblica si ha a che fare con palazzi storici, o particolarmente importanti, che non si possono certo tirar giù dall'oggi al domani.
Speriamo solo che, almeno questa volta, non ci siano troppi disagi per gli studenti, come invece è successo per Palazzo Nuovo.
Federico Bertinetti

martedì 22 marzo 2016

Proroga Isee fino all'8 Aprile


In merito alla dibattuta questione seconda rata, vi è un aggiornamento da fare. Grazie al partecipato presidio sotto il Rettorato durante il CdA, Unito ha accolto la proposta di fare una proroga: la nuova finestra, che inizierà fra pochi giorni, chiuderà l'8 aprile, mentre il termine ultimo per il pagamento della seconda rata è posticipato al 22 aprile.

Per una volta, tutto è bene quel che finisce bene.

Redazione

L'Isee colpisce ancora


Con l’arrivo della seconda rata, le tasse universitarie hanno messo ko uno studente su tre. 
I parametri del nuovo Isee, decisi dal Governo, erano già stati abbastanza punitivi nei confronti degli studenti e delle loro famiglie, ma nonostante tutto circolava un certo ottimismo sull'ammontare della seconda rata grazie alla suddivisione in fasce.

Qualcosa, però, non è andata come avrebbe dovuto.
L’ultima fascia infatti, vede la presenza anche di chi ricchissimo infondo non è. Così centinaia di studenti si sono presentati all'Ufficio Tasse a chiedere spiegazioni: sono stati collocati nella terza fascia, in corrispondenza della rata da più di 2216€. Qualcuno è stato colpito per propria colpa, non avendo presentato un Isee valido, qualcun altro si è scordato di autorizzare il prelievo dalla Banca Dati e qualcun altro ancora pare aver autorizzato tutto correttamente.

La stangata inoltre, è accompagnata dagli altri problemi burocratici riguardanti le pratiche con il Caf e con l’Inps, sembrerebbe infatti che molti studenti non abbiano fatto l'Isee e che questo abbia causato qualche amara sorpresa di troppo.

La soluzione, proposta dai rappresentanti degli studenti, sarebbe quindi quella di aprire una nuova finestra straordinaria per la presentazione dell'Isee e dell'autorizzazione al prelievo dei dati presso la Banca Dati. Sicuramente una cifra simile rappresenta una stangata tale da ledere il fondamentale diritto allo studio di tutti gli studenti colpiti da una cifra così elevata, ci auguriamo in tutta sincerità che per una volta UniTo venga incontro ai propri studenti garantendo questa sacrosanta possibilità.

Gli studenti, su invito dei rappresentanti, hanno reagito con un presidio davanti al rettorato, in via Po, in concomitanza con il Consiglio d'Amministrazione dell’Università. Fra le lamentele c'è chi fa notare la mancanza di un'adeguata comunicazione in merito alle scadenze amministrative.

Sperando che venga risolto il problema aprendo una nuova finestra per la presentazione dell'Isee e l'autorizzazione al prelievo, ne approfittiamo per rimandare alla nostra guida in materia.

La seconda rata, ancora una volta, ha mietuto le proprie vittime.

Chiara Listo

Psicologia - tutto ciò che non funziona


La facoltà di Scienze Tecniche Psicologiche conta un gran numero di iscritti, tanto che per ogni anno accademico gli studenti vengono divisi in due classi differenti almeno fino al conseguimento della laurea triennale. I corsi da seguire durante questo percorso di studi sono molti e per lo più obbligatori; non sempre però vengono assegnate aule adeguate al numero di studenti che li frequenta, tutt’altro. 

Le lezioni vengono svolte in diversi edifici, poiché la facoltà di psicologia non ha una vera e propria sede di appartenenza, al contrario di altri corsi di laurea che seppur meno gettonati godono di quel che in questo caso possiamo definire un benefit, una sede, niente di più. I guai non finiscono qui, purtroppo. Le aule a disposizione, non solo possono ospitare meno studenti di quelli che si vorrebbe, ma appaiono addirittura come totalmente inadeguate anche dal punto di vista didattico. 

Il Teatro Fregoli, ad esempio, già per il fatto di essere un teatro poco fa sperare, ma se questo non bastasse, Unito ha voluto metterci il suo zampino fornendo agli studenti comodi e pratici leggii atti ad un uso che a noi ancora sfugge. Non di rado, capita invece che una lezione si tenga in corso San Maurizio e quella seguente in Via Plana, edifici che si trovano a un chilometro di distanza l’uno dall’altro: la giusta distanza che rende vana ogni speranza di arrivare in tempo alla lezione seguente e magari di trovare pure un posto dove sedersi data la precarietà di essi. 

Questa modalità scoraggia di certo gli iscritti a continuare a frequentare le lezioni, dato non certo positivo e sul quale chi di dovere dovrebbe riflettere al fine di non perdere preziosi iscritti. Questa è la situazione di Psicologia, ma sicuramente altre facoltà saranno coinvolte in circostanze analoghe se non peggiori. 

Invitiamo chiunque voglia condividere un suo pensiero o denunciare ciò che a suo parere non funziona a scriverci su Alternativa Informata, saremo lieti di leggere i vostri pareri e semmai parlare apertamente, come in questo frangente, di ciò che non va nella tua università. 

Claudia Balmamori

lunedì 21 marzo 2016

Arriva TeenCarTo, la città come la vedono i ragazzi


Nell'era digitale fatta di Facebook, Twitter, Google, Instagram, Pinterest, Snapchat, Tinder e milioni di altri social network che ci permettono di chiacchierare con gli amici, esprimere le nostre opinioni, condividere e leggere notizie da ogni dove, si tende a pensare che i ragazzi non abbiano bisogno di vedersi.
Si pensa al classico stereotipo del ragazzino un po' nerd, chiuso in camera con le ante delle finestre serrate, sdraiato sul letto a chattare con amici lontani 100 km.
Tutto questo, grazie a TeenCarTo, potrà essere sfatato!

TeenCarTo è una specie di social network che permette di segnare su una cartina interattiva punti di interesse fisici (parchi, bar, piazze, fermate del bus, ecc.), darne una recensione che verrà letta anche da altri utenti e la possibilità di condividere il tutto sul web... una specie di TripAdvisor per i siti d'interesse e non per alberghi e ristoranti.
Questo progetto è stato ideato e realizzato dal Comune di Torino in collaborazione con l'Università di Torino, in particolare dei geografi del Dipartimento di Culture, Politica e Società che si sono coordinati con l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), sotto la sapiente supervisione del prof. Egidio Dansero. Successivamente, il lavoro informatico è stato lasciato in mano al team di ricercatori del Dipartimento di Informatica che, utilizzando la piattaforma “First Life” e sotto la supervisione del Prof. Guido Boella, hanno creato questo nuovo social network.

Il progetto ha visto lavorare fianco a fianco insegnanti e ragazzi, che hanno catalogato e suddiviso più di 2000 luoghi d'interesse, dividendoli per categorie e votandoli rispetto all'interesse suscitato. I ragazzi che hanno preso parte al progetto sono circa 600 ragazzi tra i 14-15 anni, facenti parte di una quindicina di scuole della città che hanno deciso di aderire al progetto “Piano Adolescenti”, per rendere la città più a misura di ragazzo.

Martina Fila Robattino

giovedì 17 marzo 2016

Unito fra le migliori duecento d'Europa


L’ agenzia inglese Times Higher Education (THE) ha stilato la classifica “European University Top 200”, di cui solo 200, delle 6000 università europee, sono entrate nella graduatoria. Ad emergere sono due Atenei italiani della Toscana, ovvero la “Scuola Normale Superiore” e la “Scuola Superiore Sant’ Anna”. Queste due infatti si trovano rispettivamente in 50° e 90° posizione, quindi tra le prime 100. 

Nella Top 200 rientrano invece altre 17 Università italiane, che, aggiunte a quelle prima citate, danno un totale di 19. Tra queste 19, l’ Università di Torino si piazza al nono posto a pari merito con Milano, mentre nella graduatoria delle prime 200, si trova tra le posizioni 151 e 160. Da questa graduatoria emerge come l’ agenzia inglese ritenga migliori gli Atenei che appartengono quasi esclusivamente alla parte centro-settentrionale del paese, eccezion fatta per Roma. 

E’ opportuno però confrontare la diversità di budget a disposizione tra gli Atenei italiani e quelli inglesi, per esempio. L’ Italia, secondo una stima del 2014, aveva un budget pari a 13 miliardi di euro, mentre la Gran Bretagna circa 30 miliardi di sterline; ciò emerge anche nel rapporto tra numero di docenti e studenti, minore che in Italia. 

L’Università degli Studi di Torino ha però un motivo d’ orgoglio in più rispetto agli altri Atenei, in quanto tra i ricercatori più citati nelle riviste scientifiche italiane, 4 di questi lavorano all’interno dell’ Ateneo di Torino.

Alessandro Massari

Piero Angela alla Cavallerizza Reale


Oggi, giovedì 17 marzo 2016 alle ore 17.45, ci sarà l’ultima occasione per assistere alla conferenza del famoso ed acclamato giornalista e scrittore Piero Angela, autore di diverse pubblicazioni scientifiche, tecnologiche, ambientali ed economiche, in più lingue straniere. 

Un evento sponsorizzato dalla città di Torino e dalla Regione Piemonte, con il patrocinio della Città Metropolitana, che si svolgerà presso l'Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9, Torino). La conferenza avrà come tema principale il "Viaggio nella mente. Dove si nascondono il genio, l'amore e la libertà".

Durante la giornata si parlerà del funzionamento del nostro cervello e soprattutto di diverse variabili della nostra vita e di come esse ci influenzano nel tempo, come alimentazione, esercizio fisico, e allattamento. Altre domande a cui si riceverà risposta, riguardano il comportamento del cervello durante l’ Alzheimer oppure il funzionamento dei dejà-vù. Un'altra tematica fondamentale che non mancherà in sede di conferenza sarà l’amore e tutte le sue forme: come nasce e cosa scaturisce. E per ultimo, verranno anche affrontate le diverse emozioni dell’uomo.

L’evento è organizzato da GiovedìScienza, la scienza in diretta settimana per settimana, che ha organizzato dal 26 novembre 2015 al 17 marzo 2016 diversi incontri e spettacoli teatrali per spiegare il vasto mondo della scienza a grandi e piccini . Per chi non potrà essere presente all’evento di giovedì, per non perdere nemmeno un attimo, UNITO mette a disposizione la sua piattaforma, al seguente sito internet dove sarà possibile seguire in tempo reale la conferenza in aula. 

Da ricordare, inoltre, che l’ingresso sarà gratuito per tutti i partecipanti.

Fabiana Ragusa

martedì 15 marzo 2016

Riapertura graduale di Palazzo Nuovo - La storia infinita


Prosegue la riapertura del primo piano di Palazzo Nuovo, vari rumors dicevano che per fine Febbraio anche il secondo piano sarebbe stato agibile, ma niente da fare, per ora accontentiamoci dell'ennesima tranche di aule al primo piano che dall'8 Marzo hanno nuovamente aperto le proprie porte agli studenti: 

Aula 30, Rinominata in aula 20 (48 posti) 
Aula 19, ex aula 1 CISI (80 posti) 
Aula 18, ex aula 1 CISI (80 posti) 
Aula 17 (48 posti) 

La fine di Febbraio ha portato al compimento i lavori di confinamento e ripulitura della Biblioteca Rostagni (piano terra) e delle biblioteche di Filosofia, Ams (Arte, Musica e Spettacolo) e Geografia, situate al secondo piano. Dall'8 Marzo '16 in questi locali è stato consentito il rientro al personale bibliotecario, ora basta solo attendere la riapertura al pubblico; e chissà, magari entro la fine dell'anno accademico tornerà tutto come prima, o forse no. 

Claudia Balmamori

lunedì 14 marzo 2016

Rappresentanza per i borsisti, nulla all'orizzonte


La nostra amata Italia è un po' sempre la patria della corruzione, dei lavori fatti a metà e male, dei raccomandati, della “meritocrazia non so cosa sia”, del “scapa travaij che mi rivu!” (detto piemontese: “scappa lavoro, che io arrivo”), ma parlando di rappresentanza, guardando in Senato o in Parlamento, non ci viene da pensare che esista una piccola ma enorme branca di individui non rappresentata. 

Probabilmente ogni orientamento politico, economico, addirittura sessuale ha un suo rappresentante e sembra quasi ridicolo che, all'interno dell'Università, questo non accada per borsisti ed assegnisti. Sì, sì, sto proprio parlando di quelle anime pie che sognano di diventare in un futuro docenti, oppure di poter fare i ricercatori e scoprire, perché no, la cura per il cancro o l'esistenza di Dio, ma che purtroppo si trovano appiedati quando si parla di rappresentanza. Questo, spiega il rettore Gianmaria Ajani, è purtroppo dovuto ad un “inghippo” di sistema, poiché alle precedenti elezioni delle commissioni accademiche, per la rappresentanza di borsisti e assegnisti nessuno si candidò, lasciando di fatto il posto vuoto. Ora che la categoria vorrebbe far sentire la propria voce, c'è un blocco: in caso vi fosse un rappresentante, si attenderebbe la fine del suo mandato per indire nuove lezioni oppure, in caso di dimissioni, si può subito decidere per un sostituto; purtroppo, il fatto che non ci fossero candidati, comporta la non applicabilità di questo éscamotage e, di fatto, blocca tutta la procedura fino alle successive elezioni. E' innegabile che sia necessario un cambio delle normative vigenti, in modo che problemi di questo tipo siano compresi ma anche e soprattutto risolvibile! 

C'è, però, da dare a Cesare ciò che è di Cesare. In seguito alla protesta denominata “Sciopero alla Rovescia” (che ha visto la categoria di assegnisti/borsisti prendere posizione su argomenti spinosi ma importantissimi come ore di docenza, compensi per le stesse, ecc.), c'è stata una vittoria: il compenso pattuito per le ore di docenza di questa categoria è stata di 25 euro all'ora, non male e soprattutto un piccolo passo verso un cambiamento vero e proprio. 

Martina Fila Robattino

venerdì 11 marzo 2016

Startup dell’editoria al Salone del Libro


Fino a venerdì 1 aprile sarà possibile candidarsi a “Book to the future”, un’area del Salone Internazionale del Libro che ospita ogni anno dieci start up impegnate nell’editoria e nella diffusione di contenuti creativi digitali: applicazioni per ricerche bibliografiche intelligenti che interpretano i gusti del lettore grazie a sistemi di connessioni ipertestuali e di algoritmi di ranking; piattaforme di social reading o di crowdfunding per progetti letterari; portali per la lettura di ebook condivisa e in streaming online; progetti digitali educativi di avvicinamento alla lettura per l’infanzia, con applicazioni per tablet che propongono favole digitali o giochi didattici; software per far da sé in pochi passi ebook multimediali con animazioni, video, suoni e lettura sincronizzata del testo; piattaforme web per studiare, ripassare e fare esercizi dedicate a studenti dei licei e degli istituti superiori. 

Questi sopraelencati sono solo alcuni dei progetti più innovativi che stanno cambiando il modo di concepire e usare il libro e la lettura. E sono nati tutti dal Salone Internazionale del Libro di Torino. Dal 2014, infatti, l’area "Book to the future" ospita ogni anno dieci startup dal mondo che esplorano nuove frontiere dell’editoria e dei contenuti creativi in formato digitale. Il concorso si rivolge a tutte le realtà italiane o estere che siano impegnate da più di quattro anni nello sviluppo di un prodotto editoriale, digitale, creativo e interattivo che vada oltre l’ormai semplice e se vogliamo, quasi superato, E-book. Durante il salone dal 12 al 16 maggio, le startup selezionate potranno presentare i propri progetti a investitori e business angel.

Non ci resta che attendere l'apertura ufficiale del Salone per scoprire quali novità ci riserva il futuro.

Raffaele Marascio

giovedì 10 marzo 2016

La tecnologia giapponese sbarca a Chimica


Non ha ricevuto le attenzioni mediatiche che, probabilmente, meritava, ma al Dipartimento di Chimica è arrivato dal Giappone un nuovo macchinario di risonanza magnetica nucleare all'avanguardia degli ultimi sviluppi tecnologici. L'ECZR600, prodotto dalla JEOL, è uno dei migliori strumenti per l'analisi di campioni solidi, Torino è uno dei cinque centri europei dove questo macchinario è sbarcato. 

Questo macchinario, innovativo e dall'alto valore economico, è stato presentato al Dipartimento di Chimica di UniTo dal Rettore Gianmaria Ajani, dal Direttore del Dipartimento, il prof. Marco Vincenti, insieme al prof. Roberto Gobetto e al prof. Michele Chierotti facenti parti del Gruppo di Ricerca Risonanze Magnetiche e dai rappresentanti dell'azienda giapponese.

ECZR600 resterà qui a Torino per almeno un anno, in comodato gratuito. I ricercatori e gli addetti ai lavori commentano in maniera entusiastica l'arrivo di un macchinario che, senza troppi giri di parole, permette finalmente di studiare particolarità di materiali in maniera avanzata e di spingere le frontiere della ricerca in questo settore ancora oltre.

Un altro piccolo passo per l'Università degli Studi di Torino.

Redazione

martedì 8 marzo 2016

Nuovo centro di Biotecnologia e Medicina Traslazionale


Fra le varie lamentele che sentiamo quotidianamente tra “I nostri politici hanno gli stipendi troppo alti” e “in Italia i giovani non trovano lavoro”, ce n'è una che sempre mi colpisce e cioè che “in Italia non si sostiene la Ricerca”. 
Beh, la Regione Piemonte ha posto finalmente le basi per risolvere il problema! 

Come tutti sappiamo, Torino è famosa per essere la Città della Salute, progetto avviato negli scorsi anni che permette al cittadino di rivolgersi alle migliori equipe mediche e chirurgiche sul suolo torinese, che ora avrà un tassello in più. Sto parlando del Centro di Biotecnologie e Medicina Traslazionale che verrà inaugurato a metà 2016 e che ospiterà fino a 24 gruppi di ricerca biomedica, biotecnologica, medicina ed anche oncologia. Questo permetterà l'inizio di una vera e propria guerra ad alcuni tipi di tumore piuttosto aggressivi come il tumore al cervello o quello del sangue. Translazionale significa “interazione di più competenze”, ed è proprio questa la caratteristica principale che permetterà al centro di funzionare: ci saranno biologi, medici, biotecnologi, oncologi, chimici, fisici, ecc. che metteranno le loro conoscenze a disposizione della ricerca e collaboreranno per fronteggiare emergenze sanitarie rilevanti. 

Inutile dire quanto la Regione punti su questo Centro e UniTo non poteva tirarsi indietro: anche l'Università degli Studi di Torino è promotrice del progetto “Parco della Salute” che, oltre ad essere il primo progetto comprendente l'unione di molte conoscenze per fronteggiare i problemi sanitari, rivoluziona di fatto anche il concetto di medicina odierno. Infatti, mentre prima vi era un approccio “from the bench to the bed” (dal “laboratorio” al letto del paziente), ora l'approccio cambierà in “from the bed to the bench” (dal letto al “laboratorio”), utilizzando di fatto la ricerca per rispondere ai problemi dei pazienti, trovando soluzioni personalizzate e mirate. 

Il Centro andrà a far parte di un triangolo tutto concentrato sulla ricerca di cui fanno già parte lo “Human Genetics Foundation” e il Centro Interdipartimentale di ricerca per la Biotecnologia Molecolare (MBC), oltre essere in stretto collegamento con l'Azienda Ospedaliera Universitaria. La sua realizzazione ha visto cooperare la Regione Piemonte che, grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ha potuto stanziare ben 15 milioni di euro, e la Compagnia di San Paolo, che ha stanziato i rimanenti 5 milioni. Sono cifre da capogiro, ma hanno permesso la costruzione di 5000 mq di laboratori di ricerca di enti pubblici e privati, di servizi, di studi che daranno vita ad una Ricerca tutta nuova. 

Ragazzi, che sia un chiaro segnale di cambiamento? In ogni caso, è davvero un ottimo primo passo! 

Martina Fila Robattino

martedì 1 marzo 2016

Accademia Albertina, finalmente le elezioni!


La situazione caotica in cui versa la gestione didattica e finanziaria dell'Accademia Albertina è nota a tutti gli studenti di questa istituzione. Appelli che saltano, orari non pervenuti, insegnanti assenti rendono l'esperienza accademica dei ragazzi un vera bolgia infernale. 

Questa situazione deve sicuramente parte delle sue motivazioni nell'assenza di una reale rappresentanza studentesca che si impegni nel far valere i diritti degli studenti dell'Accademia. In questi giorni osserviamo l'importante tentativo di risolvere la vacanza rappresentativa con le elezioni studentesche, già iniziate ieri 29 febbraio e che si concluderanno domani, 2 marzo. Le elezioni sono solo il culmine di un percorso avviato da un gruppo di studenti noto come "La quasi consulta" che con zelo ha avviato le trattative con l'amministrazione concentrandosi in prima istanza sull'ottenimento dell'esenzione delle tasse per i borsisti e sulla fasciazione della contribuzione studentesca, trovando apertura in entrambe le questioni a partire dal prossimo anno scolastico qualora le elezioni avessero risultato positivo.

 Risultato positivo che si raggiungerebbe unicamente se i votanti in queste elezioni fossero il 20% della popolazione studentesca, parliamo di 340 individui, un quorum decisamente alto considerate le affluenze alle ultime elezioni dell'Università di Torino, che hanno di poco superato il 4%. Risulta quindi importante che gli allievi dell'Accademia, se hanno volontà di avere una forte rappresentanza e di provare a cambiare la loro situazione, si rechino alle urne con forte partecipazione. 

Per ulteriori informazioni sulla "Quasi Consulta" e sui candidati alla Consulta Studentesca rimandiamo a questo link 

Redazione

lunedì 22 febbraio 2016

Economia - Free Entry


Per le future matricole di Economia il test sarà solo un brutto ricordo che hanno dovuto affrontare i loro predecessori. Infatti, il Consiglio del Dipartimento ha approvato il nuovo documento che regola l'accesso ai corsi in "Economia aziendale" e in "Economia e commercio" di Unito. A settembre verranno solo accolti dal Tarm (Test di Autocertificazione dei Requisiti Minimi), che verificherà le competenze di base per poter sostenere gli esami. La liberalizzazione dell’ingresso universitario pone però il problema degli spazi. È stato tuttavia promesso un piano per il miglioramento della gestione delle aule, anche perché “non abbiamo nessun interesse a tenere fuori gli studenti” - ha commentato il rettore Gianmaria Ajani all’annuncio della nuova linea dell'Università. La battaglia contro il numero chiuso ha fatto un passo avanti. Oltre agli aspiranti studenti di Chimica, Scienze naturali, Scienze agrarie, Scienze forestali, Geologia, Scienze dei materiali e una parte delle lauree in Psicologia, anche i futuri economisti potranno dormire notti tranquilli fino all’inizio del prossimo anno accademico. 

Chiara Listo

martedì 16 febbraio 2016

Arrivano i voucher per Piemonte Musei


Anche quest'anno, dal 17 al 24 febbraio 2016, avverrà la distribuzione dei voucher per l'abbonamento Piemonte Musei. 

Cosa sono? Questi voucher, distribuiti dal Consiglio degli Studenti, danno diritto a tariffe agevolate per entrare in possesso dell'abbonamento Piemonte Musei, che permette di accedere liberamente a musei, residenze, castelli, mostre e giardini in tutto il Piemonte. 

I voucher hanno una validità di tre mesi dalla data di emissione e non sono replicabili, il Consiglio degli Studenti ha messo a disposizione 3350 voucher a 11,5€ e 150 a 5€. 
L'abbonamento durerà un anno dalla data di emissione.

Se vuoi sapere come ottenere il voucher o se vuoi avere altre informazioni in merito, clicca qui

Redazione

mercoledì 10 febbraio 2016

Concorsi pubblici? Il voto di laurea non basterà più


Per quanto l’argomento trattato non sia attualissimo, abbiamo ritenuto opportuno proporlo ai nostri lettori, sapendo che ancora molti non ne sono a conoscenza. Approfittiamo delle recenti dichiarazioni del Governo riguardo la riforma Madia, che dividerà la Pubblica amministrazione in Ministeri, Regioni ed Enti-Locali, Sanità e Scuola (in cui rientrerà l’Università), per riallacciarci ad un emendamento di questa riforma votato in estate alla Camera. Per diventare funzionari e dirigenti pubblici il voto di laurea non basterà più, ma si dovrà tener conto anche del pedigree dell’università e della sua generosità o meno nei voti. Tale emendamento è destinato a terremotare non solo i concorsi pubblici, ma anche il mondo universitario e la valutazione delle competenze. 

Tra le polemiche c'è chi vi intravede, nella possibile discriminazione tra atenei, un tentativo di abolizione del valore legale del titolo e chi invece vorrebbe una classe dirigente più preparata e dunque meglio selezionata. Bisogna comunque specificare che si tratta di una norma delega, fatta cioè di principi generali perché inserita in una legge delega che ha bisogno poi di numerosi decreti legislativi del governo per essere attuata nel concreto decreti che poi il Parlamento valuterà, sebbene con mero parere consultivo. 

L’intenzione del governo è di far sì che il voto di laurea venga considerato a seconda del voto medio che viene dato alla facoltà in questione, per impedire che gli studenti scelgano un certo indirizzo solo perché il meccanismo di valutazione è più generoso. C’è chi ribatte però dicendo che l’inferiorità di un ateneo rispetto ad un altro non è dimostrabile dai voti alti degli studenti, che in realtà potrebbero essere realmente tutti molto preparati. Tuttavia non è dello stesso parere il governo. Infatti, qualche mese fa era stato proprio il premier Renzi a dire che bisogna avere il coraggio di ammettere che in Italia esistono università di serie A e di serie B e che rifiutare la logica del merito dentro le università e pensare che tutte siano valide è quanto di più antidemocratico vi possa essere. 

La divisione delle università comporterà conseguentemente anche una discriminazione basata sull'ateneo in cui è stato conseguita la laurea, quindi un ostacolo in più all'ingresso nel mondo del lavoro? La probabilità esiste e non è indifferente.

Raffaele Marascio

giovedì 4 febbraio 2016

"Il sapere è fatto per prendere posizione"


Volantinaggio al Campus da parte del "Progetto Palestina": gli studenti hanno chiesto ai professori di aderire all'appello di boicottaggio contro l'accordo dell'Università e del Politecnico con il Technion, Israel Institute of Technology di Haifa. Tempestiva la presa di posizione del sindaco Fassino, che ha dichiarato "assurdo boicottare Israele". 

Ieri mattina un gruppo di studenti si è presentato nel cortile del Campus Einaudi con uno striscione "Il sapere è fatto per prendere posizione", citazione di Foucault, che pone un accetto sulla domanda "E tutti gli altri?". 

Nel volantino si legge che "chi nega il legame tra scienza etica e politica si macchia di complicità con le politiche oppressive di attori terzi", in risposta alle dichiarazioni di Marco Gilli, rettore del Politecnico. Non si sono verificati momenti di tensione, ma gli studenti fanno sentire la propria voce attaccando manifesti fuori dalle aule dei loro insegnanti.

Chiara Listo

mercoledì 3 febbraio 2016

2 sondaggi in 2 minuti


Problemi con Unito? Pensi che molte cose non vadano bene e possano essere migliorate? Oppure pensi che il portale dell’università sia fantastico? Non è questo il punto. 
L’Ateneo ha bisogno di essere valutato per capire i suoi errori, per correggersi e per capire quali siano suoi punti forti. Proprio come uno studente, ha bisogno della “correzione della verifica”. 

Come? Attraverso un sondaggio rigorosamente anonimo. Quindi sì, potrete scatenare la vostra rabbia repressa per le infinite code agli sportelli, per le ore passate al telefono sperando che il personale fosse finalmente disponibile ad ascoltarvi, per la smartcard che è stata un miraggio per molti, per Edumeter e il piano carriera, problematici dalla prima all’ultima riga. Ma allo stesso tempo potrete complimentarvi “perché sul sito c’è scritto tutto” …e altre cose, no? 

2 sondaggi in 2 minuti, nulla di più. Considerando tutto il tempo che perdiamo in lamentele varie verso il tanto odiato portale dell’ateneo, due minuti per cercare di migliorarlo possono dare i loro frutti. Accantonate la scusa “ora non posso perché devo studiare”, mettete in stand-by libri e appunti di ogni materia e contribuite all’ottimizzazione dell’Ateneo! Chissà che una valutazione anonima in più possa fare la differenza. Il futuro delle prossime matricole è nelle nostre mani.

Chiara Listo

lunedì 1 febbraio 2016

Collaborazione con Haifa, non cessano le polemiche


Giornate pesanti per l'Unito, dove politica e ricerca stanno sostenendo un pesante duello. Il terreno di scontro è rappresentato dalla collaborazione avviata con l'Ateneo di Haifa, in Israele, collaborazione che riguarda anche il Politecnico e altri atenei italiani. 

Ventisette docenti dell'Università degli Studi di Torino, infatti, si son fatti portavoce di una petizione per boicottare gli accordi con il Technion e interrompere la collaborazione «per non fornire sostegno all'occupazione militare e alla colonizzazione della Palestina». 
Infatti, il Technion è accusato dai firmatari della petizione di collaborare con l'esercito di Israele. 

Le contestazioni erano iniziate già a novembre, quando all'Agraria di Grugliasco si tenne la prima conferenza duramente contestata da un gruppo di studenti. Gli organi dell'Università difendono l'accordo sostenendo che riguardi principalmente tematiche biomediche, ovvero nulla che possa centrare con progetti militari, e sostengono la necessità di continuare gli scambi e di mantenere il sapere scientifico condiviso, a prescindere da questioni politiche.

La polemica è, sicuramente, soltanto agli inizi. La petizione, intanto, ha raggiunto le 169 firme. 

Enrico Forzese

martedì 26 gennaio 2016

L'utilità delle borse di studio tassate


Ecco cosa sta accadendo all’Accademia Albertina. 

Eguaglianza solo formale all'Accademia Albertina di Torino: gli studenti sono in rivolta da giorni contro le tasse che devono pagare i 296 ragazzi che hanno diritto alla borsa di studio Edisu, l'ente regionale per il diritto allo studio. E proprio in un paese in cui si cerca di far valere gli interessi delle minoranze e si tende verso un'uguaglianza sostanziale, le amministrazioni scolastiche rispondono così, facendo pagare rette che vanno dagli 800 ai 1000 euro a seconda dell'anno di frequentazione dell'Accademia, a studenti che hanno diritto a ricevere aiuti economici per la loro formazione.

Spiegano i portavoce: "296 studenti hanno diritto alla borsa di studio, ma solo 270 la riceveranno effettivamente, gli altri 26 non ne vedranno neanche l'ombra, pur risultando idonei. Per i primi è previsto il pagamento delle tasse, per i secondi una riduzione limitata." 
Le trattative con i piani alti dell'amministrazione proseguono, la raccolta firme anche. Gli studenti non si danno per vinti e continuano la loro battaglia. Il primo obiettivo è lo spostamento della scadenza della seconda rata che ora è il 31 gennaio, così che si possa continuare a discutere a riguardo, senza che debbano pagare una mora. 

Prossimo scontro? Oggi stesso, con il presidente Fiorenzo Alfieri, il direttore Salvatore Bitonti e il responsabile amministrativo Marco Trimarchi. Alfieri ha risposto alle critiche sottolineando la scarsa collaborazione statale: "Le tasse sono l'entrata principale per l'Accademia, non abbiamo altra fonte di reddito. Siamo al tempo stesso sia l’Accademia meno cara, sia una di quella che offre le strutture migliori.” 

Mentre gli studenti, dal canto loro, chiedono una modulazione delle rette, l’amministrazione risponde con una valutazione dei pro e dei contro e della possibilità dell’aumento del contributo massimo. Seguiremo gli sviluppi della vicenda.

Chiara Listo

mercoledì 20 gennaio 2016

#escile made in Turin


Gli sviluppi che ci stavamo aspettando si sono fatti sentire stamattina nella Hall di Bspotted UNITO. Dopo le prime foto di ieri postate dalle studentesse PoliTo, e tutti sappiamo di che genere di foto stiamo parlando, anche le studentesse UniTo hanno deciso di rispondere all’appello lanciato dalle pagine Spotted di tutta Italia, mostrando cosi l’ennesima sequela di seni e reggiseni di dubbio gusto. 

Anche lo Spotted: Unito non è stato esente dall'ondata e potete finalmente trovare la risposta delle studentesse di UniTo a quelle del PoliTo. Questo genere di notizia mi ricorda molto una delle classiche gare "a chi ce l’ha più lungo" che andavano tanto in voga in età adolescenziale, solo che adesso gli autori di questi contest non sono più adolescenti ciccia e brufoli, ma uomini e donne più che ventenni, molto più vicini al mondo del lavoro che a quello della spensierata infanzia.  

Rido, al solo pensiero di genitori che chiamando al telefono i propri figli, alla domanda "cosa stai facendo?" , si sentono rispondere: "niente, mà. Esco un attimo le minne e ti richiamo, che ora ho da fare!". Che i seni visibili da tutta l’Italia siano grandi, piccoli, appartenenti a una studentessa di un’università privata o di una pubblica, a noi poco importa. Chiediamoci il perché di questo gesto, e se è conveniente chiamarlo ‘gioco’. 

Chiediamoci se non siamo troppo bigotti, e se forse tutto ciò non ha mosso in noi un po’ di ilarità. Vi lancio degli input, a voi le risposte.

Claudia Balmamori

martedì 19 gennaio 2016

#escile diventa virale, da Milano a Torino

Milano, c’è una notizia che impazza in questo periodo in ogni dove. Si parla di contest tra università, i classici contest tra università pubblica e privata che in questo caso non si sono limitati solo a meri insulti riguardanti la preparazione e il prestigio delle rispettive università, no. A mettersi in gioco, in questo frangente sono stati gli studenti, più nello specifico le studentesse di PoliMI, Bocconi, Luiss, Cattolica, Bicocca, ma anche Università pubbliche di altre regioni, tra le quali figurano l’Università degli Studi dell’Aquila e UniMoRe, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. 

La gara ha preso piede dalle rispettive pagine spotted presenti su facebook, questa gara, tutt’altro che accademica prevedeva che le giovani studentesse di queste università, mostrassero il seno coprendo giusto il minimo indispensabile, come antico richiamo al senso di decenza che a quanto pare non e ancora stato perduto del tutto, a favore di webcam, a favore cosi di chiunque. 

Il nobile atto non esclude motivazioni ben più profonde, quali il radicato senso di patriottismo nei confronti della propria università di appartenenza, dimostrato appunto, si, mostrando le proprie grazie, ma non solo; sui seni delle giovani patriote infatti, figurava il nome della propria università. Quale atto migliore se non questo per difendere il nome della propria università? 

Per non farsi mancare niente anche i baldi giovani studenti hanno voluto aderire a questa iniziativa, mostrando cosi i propri addominali, scolpiti e non, riportando come didascalia il simpatico hashtag #genderequality Voci di corridoio riportano la notizia che anche le studentesse Unito abbiano deciso di mettersi in gioco, ma ancora in modo non del tutto pubblico, ma attraverso un’applicazione nota ai più, dove è possibile aver contatti con gli studenti di tutta Italia. 

Insomma, non ci rimane che aspettare, chi indignato, chi divertito, chi entusiasta, gli sviluppi di questa storia. 

Claudia Balmamori