giovedì 26 novembre 2015

Iscriversi agli esami e sconfiggere EduMeter


C’è un altro “avversario” da affrontare per gli studenti universitari di Torino, dopo esserci occupati della compilazione del Piano Carriera e della richiesta dell'IseeU e del pagamento della seconda rata, oggi ci battiamo per aiutarvi a risolvere un altro problema. Si tratta di EduMeter, il sistema di valutazione della didattica, per il miglioramento dei moduli di insegnamento. Con la quasi totale abolizione delle pratiche cartacee a favore della via telematica, gli studenti stanno incontrando sempre più difficoltà nel completare operazioni apparentemente semplici, come ad esempio iscriversi agli esami. 

Gli studenti che frequentano l’università di Torino a partire dall’anno accademico 2013/2014, non potranno iscriversi agli appelli relativi al proprio corso di studio se non hanno prima sottoposto a valutazione l’ insegnamento della materia di cui vorranno sostenere l’ esame.

Da un lato è una buona idea quella di dare la possibilità agli studenti di poter mostrare con questo questionario se essi abbiano gradito o no il modo in cui si sono svolte le lezioni, ma dall’altro crea altri problemi logistici a cui bisogna far fronte ogni volta. 

Uno dei punti più fastidiosi di EduMeter è il fatto che sia obbligatorio: non ci sono vie di scampo. Essere costretti a compilare dei moduli di valutazione, porta spesso gli studenti a non fare troppa attenzione alle domande che sono loro poste, preoccupati dal portare a termine tutte le lunghe operazioni per potersi iscrivere al proprio appello d’esame senza perdere troppo tempo davanti ad un computer. Sarebbe più utile ed efficace ai fini dell’ indagine dare la possibilità, e non l’ obbligo, agli studenti di compilare un questionario informativo. 

Numerosi sono i casi di studenti che non riescono a registrarsi agli appelli perché non hanno effettuato l’ accesso su EduMeter; oltre a ciò si aggiunga anche che per valutare gli insegnamenti su EduMeter, e quindi per prenotare gli esami, è necessario prima compilare il Piano Carriera. Per semplificare la vita agli studenti di uniTo, spiegheremo le fasi per valutare un insegnamento su EduMeter e quindi registrarsi correttamente ad un appello. 

Per prima cosa bisogna confermare il proprio Piano carriera: in seguito sarà possibile accedere ad EduMeter e valutare gli insegnamenti, solo nel caso in cui il Piano carriera sia stato compilato entro le ore 20:00 del giorno prima. 

Ovviamente sarà possibile solo valutare gli insegnamenti del semestre in corso. Per fare ciò, bisogna per prima cosa aprire il portale di MyUnito, inserendo le proprie credenziali Scu, il sistema di credenziali unificato, ed accedere al portale dell'Ateneo.

Dopodiché andremo a selezionare la voce Edumeter


Dopodiché ci troveremo di fronte ad una pagina abbastanza neutra, dove dovremo cliccare su un quadratino colorato, molto simile al cubo di Rubik. 


Per i corsi del primo semestre dell’ anno 2015/2016 è possibile valutare con EduMeter dal 16 Novembre 2015 al 14 Febbraio 2016. Dovrete però aspettare che per il vostro Corso di laurea sia aperta la valutazione, ciò dipende dalle date degli appelli. Ora dovete selezionare il vostro dipartimento di appartenenza e vi si apriranno i vari corsi di laurea: selezionate il vostro e proseguite con la compilazione del questionario.


Una volta compilati i questionari relativi ai corsi interessati, ci si potrà iscrivere agli appelli desiderati, tornando all’area personale di MyUnito e cliccando su "Appelli disponibili".



Speriamo di avervi aiutati ancora una volta nelle incombenze della vostra quotidianità. Se, nonostante la guida, doveste riscontrare ancora problemi non esitate a contattare il Risolviproblemi che verrà in vostro soccorso!

Alessandro Massari

mercoledì 25 novembre 2015

(Viol)azione e narrazione al Campus


25 Novembre - Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. 

Purtroppo, nel 2015 nel quale viviamo, una donna su tre è stata vittima di una qualsiasi forma di violenza nel corso della sua vita.
Nel nostro mondo, cosi evoluto sotto certi aspetti, ogni 60 ore una donna viene uccisa; lo chiamano delitto passionale, ma purtroppo la passione non ha niente a che fare con tutto ciò. Non tiriamo in ballo un sentimento così dolce per descrivere ciò che la dolcezza calpesta. 

Oggi, in quello che a molti di voi potrebbe sembrare un banale mercoledì pomeriggio di fine Novembre, questa data ci invita a riflettere sul vero significato di queste statistiche, di queste parole, di queste voci che numeri non sono, ma bensì persone tolte alla vita. 

Proprio oggi, nell'aula magna del Campus Luigi Einaudi, alle ore 14 si è tenuto un incontro con la partecipazione straordinaria di Serena Dandini che ha presentato alcuni brani tratti dal suo libro 'Ferite a morte'. L'incontro, dal titolo '(viol)azione e narrazione:la violenza maschile contro le donne. Basta chiamarlo raptus:stereotipi fuorvianti e (dis)informazione' , si pone come atto finale dei due precedenti incontri che si son tenuti rispettivamente il 16 e il 17 Novembre. 

Un'occasione in più per commemorare tutte le vittime di violenza, nella speranza che un giorno non ci sarà neanche più bisogno di una data commemorativa dedicata ad un atto così vile.

Claudia Balmamori

Occupata l'auletta del Fuan e scontri all'Einaudi



Fin dall’inizio delle lezioni mattutine, il Campus ha visto schierate camionette e pattuglie di Carabinieri e Polizia davanti alle entrate, rispettivamente su corso Regina Margherita e Lungo Dora Siena. La tensione di questa mattina è dovuta ad un appuntamento lanciato dagli autonomi ad un presidio per cacciare il Fuan, nota organizzazione della destra studentesca, dall'università. 

Ore 9: Inizia il presidio dei caschi blu in tenuta antisommossa per evitare contatti fra i due gruppi, con tanto di manganelli e scudi, è presente anche la Digos. La palazzina viene circondata, ogni entrata viene bloccata e controllata dagli agenti, l’accesso alle terrazze chiuso. Si può accedere alla palazzina dalla sola entrata principale, super presidiata.

Ore 10: Gli studenti che tentano di entrare in palazzina per andare a frequentare normalmente le lezioni vengono bloccati all’entrata dagli agenti. Sono costretti a mostrare i documenti e la smart card universitaria.
10.15: Inizia il banchetto del Collettivo Universitario Autonomo: il collettivo offre simbolicamente la colazione agli studenti, il tutto accompagnato a suon di musica, proprio sotto l’aula studio C1 e vicino alla loro auletta occupata. Inizia la propaganda: gli autonomi contestano la presenza del Fuan all'interno dell'Università. 

Ore 11: La polizia inizia a muoversi. Al primo piano di Palazzina Einaudi, dove è situata l'auletta del Fuan, sono presenti i militanti dell'organizzazione di destra. 
11.30: La polizia scorta fuori dalla Palazzina Einaudi il Fuan. Iniziano i cori da parte della controparte in un improvvisato corteo per tutto il Campus.
11.45: Al grido “via, via razzisti e polizia” una trentina di esponenti del Collettivo si fa strada verso la Palazzina. Una volta dentro, tentano un comizio per spiegare le ragioni della loro azione e cosa sia successo durante la mattinata. 
11.57: Il Collettivo Autonomo raggiunge il primo piano della Palazzina con tanto di striscione. Il loro obiettivo è l’aula del Fuan, secondo loro ingiustamente occupata e da restituire agli studenti. Il Fuan se n'è già andato. Ci sono una ventina di ragazzi che stanno studiando. O meglio stavano, visto che qualcuno inizia a parlare al megafono. 

Ore 12.01: L’aula "Borsellino" del Fuan non esiste più. Il Cua ha scardinato la porta d’ingresso. Davanti ci sono solo più i cartelloni del Fuan e tutto ciò che c’era dentro. Il Cua ha dichiarato che da oggi ci sarà un’aula studio in più. 

Ore 17.00: Sette militanti del Fuan si sono presentati all'Einaudi a reclamare l'auletta precedentemente occupata dai collettivi, immediata la reazione degli studenti di sinistra che si sono radunati nei pressi dell'area studio del primo piano di Palazzina con lo scopo di allontanare gli studenti del Fuan. I due gruppi, vista la mancanza di Polizia, sono venuti a contatto e ci sono stati dei feriti portati in ospedale da due autoambulanze. 

Ore 18.00: I reparti antisommossa, intervenuti in seguito agli scontri, assediano l'auletta del Cua denominata "Campus Invaders" nel padiglione C1. I militanti del collettivo invitano ad accorrere esterni in un presidio di solidarietà. 

Ore 20.00: Dopo quasi due ore di assedio gli studenti del collettivo abbandonano l'auletta dopo esser stati tutti quanti identificati e si congiungono agli studenti accorsi in presidio di solidarietà. La Polizia abbandona l'Università.

Gli studenti del Cua lanciano per domani alle 12 un'assemblea nella Main Hall del Campus Einaudi per raccontare i fatti della giornata.

Redazione

martedì 24 novembre 2015

Isee e seconda rata - problem solving


"Siamo diventati ricchi e non lo sapevamo." È lo slogan che ha accompagnato il nuovo modello Isee fin dai primi giorni del semestre. Ma si sa davvero cosa ci sia di nuovo? 

L’Indicatore della Situazione Economia Equivalente cela calcoli non indifferenti. 

Insomma, ci complica la vita e scarta dal suo bacino d’utenza una fetta consistente di richiedenti agevolazioni economiche. Il suo calcolo è indispensabile per il pagamento delle tasse universitarie, la richiesta di borse di studio ed altre agevolazioni fiscali! 
L’Isee Università, tanto contestato, prevede che lo studente sia a carico dei genitori anche se ha la residenza diversa da quella del nucleo familiare. Tiene conto quindi “dei componenti del nucleo, dei genitori dello studente e dei loro relativi redditi e patrimoni”. 

La certificazione del reddito deriva dall’incrocio dei dati presenti negli archivi Inps e dell’Agenzia delle Entrate. I primi ad essere esclusi da questo modello sono gli universitari che: 
- al momento della domanda di prima iscrizione al corso di laurea, hanno la residenza da almeno due anni al di fuori dell'unità abitativa della famiglia di origine e in un alloggio che non appartiene a nessun membro della sua famiglia 
- hanno un’adeguata capacità di reddito, definita con il decreto ministeriale di cui all’articolo 7, comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68. 

Ma come calcolarlo praticamente? No, la calcolatrice non basta. Neanche quella scientifica. Neanche quella programmabile, supervietata durante le tanto temute verifiche di matematica del liceo. 

E' necessario rivolgersi ad un CAF, cioè ad un Centro di Assistenza Fiscale, che rilascerà un modulo compilato con il calcolo del tuo Isee, ovvero l'IseeU. Le scadenze per presentare la dichiarazione Isee Università e, di conseguenza, l'autocertificazione per chiedere la riduzione del contributo studentesco sono diverse per ogni Ateneo. Per il nostro Ateneo, il calendario, è il seguente:

- finestra ordinaria dal 14 ottobre 2015 al 15 gennaio 2016;
- finestra straordinaria (con pagamento di 100€ di indennità) dal 1 febbraio 2016 al marzo 2016.

Ora il vostro domandone sarà: come presento l'autocertificazione?

Eccoci in vostro soccorso!


Dopo aver cliccato su "Autocertificazione riduzione tasse" e dopo aver compilato con i dati richiesti (gli stessi dell'IseeU) avrai terminato e dovrai aspettare che UniTo prelevi i tuoi dati dalla banca dati dell'Inps.

E' importante, però, che tu li autorizzi a farli: viceversa ti applicheranno in automatico la fascia più alta.


Dopo aver verificato di aver risposto alla richiesta di autorizzazione, avrai terminato. 

Per sicurezza, controlla di aver ricevuto sulla tua mail istituzionale (nome.cognome@edu.unito.it) una mail di avvenuta ricezione della compilazione dell'autocertificazione.

Troverai, poi, sotto la voce "Tasse" una voce per poter stampare il MAV e provvedere al pagamento della seconda rata. A seconda della fascia Isee beneficerai di riduzioni particolari, come nel caso della mensa.

Un'ultima cosa, non è obbligatorio presentare l'autocertificazione, ma è consigliabile, visto che senza sarete automaticamente inseriti nella fascia più alta di contribuzione (2000€ e più) e non beneficerete di riduzioni. Aspetta, ultimissima cosa: se hai provato e riprovato, ma non ci sei riuscito contatta il RisolviproblemiIn bocca al lupo!

Chiara Listo

mercoledì 18 novembre 2015

La semplicità ai tempi dell'Uni


Qual è l'esame più difficile di Giurisprudenza? Qual è il più facile di Scienze Politiche? Siamo andati a curiosare qua e là in giro per il Campus cercando studenti di Giurisprudenza e di Scienze Politiche da infastidire con qualche domanda sui loro esami, ovviamente non abbiamo voluto controllare i loro libretti o le loro medie. Ci siamo fidati. Abbiamo voluto dar voce agli studenti domandando quali fossero gli esami più semplici da inserire all'interno del piano di studi.

Dario, studente al terzo anno di Giurisprudenza a ciclo unico, sorride e ci risponde: "E' difficile fare una scelta degli esami più semplici perché il nostro piano di studi è zeppo di esami giuridici che, ovviamente, non sono molto semplici. Diritto Civile, Diritto Penale e Diritto Costituzionale possono sicuramente essere degli scogli da superare, invece gli esami più semplici possono essere Storia del Diritto Europeo e Italiano e Filosofia del Diritto, alla fine puoi cavartela senza troppi sforzi. Diritto Privato mezzo avvocato, non parliamone neanche."

Il Dipartimento di Giurisprudenza, in pratica, si conferma come bestia nera del Campus in quanto a difficoltà e complessità degli argomenti di studio. Gli studenti di Scienze Politiche, però, non ci stanno ad essere additati come fannulloni e rivendicano l'importanza dei politologi e anche la complessità del loro corso di laurea che, a tutti gli effetti, si presenta molto variegato.

Davide, studente al secondo anno di Scienze Politiche: "Nel dipartimento di CPS [Cultura, Politica e Società, ndr] gli esami più facili sono sicuramente quelli afferenti alle aree umanistiche come Storia Contemporanea, Antropologia Culturale e Geografia Politica. Non nascondo di aver avuto qualche difficoltà, invece, ad affrontare Diritto Costituzionale italiano e comparato, non volevo certo fare l'avvocato." Conclude ridendo.

L'esame più difficile, però, per tutti i laureandi del Campus sarà sicuramente quello col mondo del lavoro.

Redazione

lunedì 16 novembre 2015

Cronostoria di Palazzo Nuovo


Quel che è accaduto e tutt’ora accade a Palazzo Nuovo per molti studenti non è ancora ben chiaro, facciamo quindi un veloce tuffo nel passato:

Aprile 2015, Palazzo Nuovo, una delle principali sedi dell'Università degli Studi di Torino , nonché culla delle facoltà umanistiche, CHIUDE.
In seguito ad sopralluogo degli ispettori dell’Asl To1, inviati dal pm Raffaele Guariniello che già in passato si occupò dell’irta faccenda, soprattutto in seguito alla morte di tre persone causata proprio dalle fibre d’amianto, la nota sede universitaria è stata segnalata come pericolosa, e di conseguenza chiusa.
Amianto deteriorato, sbriciolato: nel linoleum delle scale, negli impianti di riscaldamento e raffreddamento dell’aria degli uffici e nelle stesse aule dove ogni giorno centinaia di studenti seguono lezioni e sostengono esami.
La notizia, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata dopo le scorse vacanze pasquali, posticipando così il normale svolgimento delle lezioni. Da Aprile a Settembre gli studenti delle facoltà umanistiche sono stati dislocati di aula in aula, di teatri in cinema, rendendo la vita dei pendolari un vero e proprio inferno, dati anche gli orari sottoposti a continui cambiamenti.

Il 21 Settembre, dopo una parziale bonifica, gli studenti han potuto accedere alle loro aule, non tutti però.
All’inizio dell’anno accademico le aule rese disponibili si potevano contare a malapena sulle dita di una mano, rendendo così impossibile tornare alla tanto e agognata normalità.

Il 12 Ottobre sono state aperte una decina di aule situate nel primo piano dell’edificio, rendendo meno difficoltoso il continuo via vai di aula in aula, di edificio in edificio.
Per quanto riguarda la riapertura dei piani 2, 3,4, e 5 ancora nessuna notizia.


Quella che stiamo vivendo adesso purtroppo non si può chiamare ‘normalità’, come non è normale ritrovarsi sfrattati per mesi per la noncuranza di chi invece dovrebbe prendersi cura dei propri iscritti.

Claudia Balmamori

mercoledì 11 novembre 2015

Lavori in corso fanno preoccupare gli studenti all'Einaudi


Nonostante il Campus Luigi Einaudi sia stato inaugurato solo il 22 settembre 2012, comincia a riscontrare già una serie di problemi. Uno di questi è nato questa mattina, quando alcuni studenti si sono lamentati, lanciando un allarme, di un crollo del soffitto, vedendo il luogo dove è situata l’aula A4 recintata e il controsoffitto crollato. 

Per fortuna non si tratta di un allarme vero e proprio: la zona è stata recintata per lavori svolti dall’Università la sera del 10 novembre a causa di un bagno al piano superiore allagato. E’ possibile che, nonostante tutte le aule presenti al Campus, si debba far frequentare agli universitari un’aula vicino a dei “lavori in corso”, magari anche potenzialmente pericolosa? Quello che continuano a contestare gli studenti però, indipendentemente dal crollo, è proprio che si continui a far svolgere la lezione in quell’aula, accanto a lavori e recinzioni.

Valentina Badella

martedì 10 novembre 2015

Campus Sanpaolo al centro del Masterplan delle polemiche


Campus Sanpaolo: una struttura nuova e avveniristica inaugurata recentemente proprio nell'omonimo quartiere di Torino, l'inaugurazione è stata accompagnata da numerose polemiche, proviamo a far luce sulla questione. 

In questo periodo si è sentito tanto parlare del Masterplan delle Residenze Universitarie, che dovrebbe aumentare la disponibilità di posti letto per gli studenti universitari nella Città di Torino. Se n'è parlato soprattutto in occasione dell'inaugurazione del tanto atteso Campus Sanpaolo, sito in via Caraglio 97, che non è stata esente da contestazioni portate avanti dagli Studenti Indipendenti e dal comitato di quartiere San Paolo.

La struttura, una volta entrata a pieno regime, ospiterà 537 posti letto riservati a studenti, docenti e ricercatori universitari. I posti letto sono suddivisi a loro volta fra camere singole e doppie con cucine in comune ed alloggi singoli o doppi con cucine riservate. Tutti gli appartamenti sono dotati di wi-fi e servizi igienici privati, gli studenti residenti a Campus Sanpaolo avranno inoltre accesso alle aule studio, alla copisteria e alla palestra a loro dedicati.

Le tariffe, forse il nodo più importante da sciogliere, sono le seguenti: 

- Appartamento camera e cucina: 500€
- Appartamento due camere e cucina: 470€
- Stanza singola: 440€
- Stanza doppia: 340€ 
le tariffe indicate sono a persona

Le polemiche nascono, infatti, proprio sui prezzi: "Anche in questo caso il Campus Sanpaolo fa scuola offrendo un letto in una stanza condivisa senza cucina a 340€, per quella cifra nel nostro quartiere si affitta un monolocale." denunciano i comitati di quartiere.
Quando si parla di "housing sociale", forse, sarebbe necessario prestare maggior attenzione alle cifre perché, a tutti gli effetti, in queste tariffe di sociale v'è ben poco.


I comitati di quartiere, fra le altre cose, denunciano la mancanza di offerte al quartiere della nuova struttura, in quanto tutte le strutture costruite al suo interno sono ad uso esclusivo dei residenti al Campus. Una beffa, tra l'altro, anche per gli studenti torinesi residenti in zona, che da anni lamentano la necessità di una biblioteca pubblica nel quartiere, e che non avranno alcun beneficio dalla nuova struttura. Fra le altre criticità messe in evidenza vi è anche la distanza non indifferente dai poli universitari, tale da rendere necessario l'utilizzo della macchina.

Come primo pezzo del Masterplan si sarebbe sicuramente potuto fare meglio e di più per gli studenti torinesi. 

Redazione

lunedì 9 novembre 2015

Scontro evitato all'Einaudi


Un'altra mattinata di tensione all'Einaudi. Contatto evitato fra il Fuan e gli Studenti Indipendenti. 
Dalle prime luci della mattina la sede dei dipartimenti di Giurisprudenza e CPS era presidiata da un ingente schieramento di Polizia in assetto antisommossa, la tensione è iniziata quando una decina di studenti del Fuan ha iniziato a distribuire un volantino intitolato: "Voglia di riscatto", in cui gli studenti di destra chiedevano la stesura di un nuovo regolamento sulle tasse universitarie e un aumento degli incentivi ministeriali per le fasce minime di Isee. Immediata la reazione degli Studenti Indipendenti che hanno distribuito un volantino in cui contestavano la presenza del Fuan all'interno dell'Università, definendo la loro presenza "fascistissima pantomima" e invitandoli verbalmente ad abbandonare l'Einaudi. Al termine del volantinaggio gli studenti del Fuan si sono recati presso la loro auletta al primo piano di Palazzina Einaudi, mentre le forze dell'ordine hanno bloccato l'ingresso per evitare contatti fra le due fazioni. 
Dopo qualche decina di minuti gli studenti del Fuan hanno abbandonato l'Università protetti da un cordone di Polizia, mentre l'altra parte continuava un piccolo presidio per ribadire la propria contrarietà alla presenza di fascisti all'interno dell'Università. 

Redazione

HousingAnywhere, la piattaforma per lo scambio di alloggi tra studenti in mobilità



Informiamo tutti gli studenti della collaborazione che la nostra Università ha avviato con Housing Anywhere. Si tratta di una piattaforma housing per studenti con la quale è possibile rendere disponibile la propria stanza, favorendo lo scambio di alloggio tra studenti in mobilità. 

L'idea alla base della piattaforma è infatti quella di affittare le stanze degli studenti in partenza per soggiorni di mobilità agli studenti in arrivo presso l'Ateneo. L'utilizzo della piattaforma è completamente gratuito per gli studenti, e solo persone con un indirizzo email universitario istituzionale possono pubblicizzare le stanze. 
Questo mantiene agenzie ed eventuali truffatori per quanto possibile lontani dalla piattaforma, rendendo il servizio ad uso specifico degli studenti proteggendoli da eventuali truffe.

Infine, Housing Anywhere costituisce un grande aiuto all'internazionalizzazione e agli scambi culturali, siccome non permette soltanto all'Università di avere un servizio innovativo, ma perché permette agli studenti stranieri di vivere a pieno un'esperienza di scambio immergendosi completamente nella cultura del paese di destinazione anche sul fronte abitativo.

Se vuoi farti un'idea di quanti Atenei collaborino con Housing Aniwhere, clicca QUI.

Raffaele Marascio

venerdì 6 novembre 2015

Agende Rosse rompono il silenzio al Campus



Siamo tutti Di Matteo. Presunta trattativa Stato-Mafia”

Questo è lo striscione che da diversi giorni campeggia sulla balconata di Palazzina Einaudi, attirando l’attenzione e la curiosità di diversi studenti. Ieri pomeriggio, incuriositi, abbiamo cercato di capirne di più. Vedendo diversi esponenti del Movimento delle Agende Rosse intrattenere un comizio davanti alla Main Hall del Campus Luigi Einaudi, li abbiamo intervistati.

“A Palermo è in corso un processo che vede sotto inchiesta Ros, mafiosi e politici che nel periodo Falcone-Borsellino si misero d’accordo per salvare la pelle a esponenti delle istituzioni all’epoca indagati. – ci racconta un loro esponente – il pm incaricato Nino Di Matteo è stato minacciato da Totò Riina nel novembre 2013 e da allora vive sotto scorta. Negli ultimi mesi tre collaboratori di giustizia hanno dichiarato che a Palermo ci sarebbero 200 kg di tritolo pronti a saltare. Quello che è successo il 19 luglio 1992 si sta ripetendo oggi. Non è ammissibile che nel 2015 la mafia riesca ancora a prevalere sullo Stato. A distanza di 23 anni infatti, non è cambiato nulla: coloro che in passato trattarono sull’attentato continuano a farlo dalla loro poltrona rossa. È di fondamentale importanza comprendere che la nostra missione non consiste solo nel far luce ciò che è accaduto, ma dimostrare come quanto avvenuto sia alla base della corruzione politica dei nostri giorni e le minacce nei confronti di chi vuole andare a fondo della strage di Capaci ne sono un esempio palese.”

Parlando di corruzione politica, può fare qualche riferimento in particolare?
“Un esempio? L’anno scorso le intercettazioni ambientali sono risalite ad una conversazione tra l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’imputato Nicola Mancino. Le intercettazioni sono stranamente sparite. Per quale motivo? Se il Capo di Stato non avesse avuto nulla da nascondere, perché avrebbe ordinato di far distruggere quel materiale? Eppure per il terremoto dell’Aquila lo stesso Napolitano era stato intercettato in una conversazione con Bertolaso, chiacchierata subito resa pubblica perché legittima. Perché invece in questo caso no? Resterà un mistero.”

Come sta proseguendo il processo?
“L’altro ieri c’è stata la sentenza Mannino. L’ex ministro, accusato di minaccia a corpo politico dello Stato, è stato assolto «per non aver commesso il fatto». Le motivazioni saranno pubblicate tra novanta giorni. Questo è stato solo il primo verdetto della cosiddetta Trattativa Stato-Mafia, perché Mannino ha scelto il rito abbreviato, ma il processo in Corte d’Assise a Palermo andrà avanti con rito ordinario per gli altri imputati.”


Ci racconti meglio di Agende Rosse…
È un movimento che è nato nel 2009 ed è stato fondato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice. Il nome si rifà ad una agenda che Borsellino portava sempre con sé e custodiva gelosamente, dove probabilmente annotava tutti i suoi dubbi e le sue perplessità. Quando è morto l’agenda è sparita. L'agenda rossa conteneva appunti investigativi, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di personaggi delle istituzioni. Durante tutti i processi si è sempre citata, ma non si sa che fine abbia fatto. È diventata quindi il simbolo della lotta contro la Mafia. Noi collaboriamo con il sito 9luglio1992, seguito costantemente dal fratello del magistrato, che risponde costantemente alle domande che gli vengono poste dai giovani. Nutre grande fiducia in voi, certo che siate in grado di cambiare le cose. Il 14 novembre scenderemo in piazza a Roma. La manifestazione intitolata «Siamo tutti Di Matteo, rompiamo il silenzio», organizzata in collaborazione con l’associazione «Scorta Civica» di Palermo partirà alle 10 da Largo Corrado Ricci, sfilerà lungo i Fori Imperiali, Piazza Venezia e si concluderà in piazza Santi Apostoli con un sit-it. Vogliamo che dal palco uomini delle istituzioni si facciano carico della situazione e diano una svolta. Tra di noi ci sono molte mamme che vogliono assicurare un futuro migliore ai propri figli. Finora siamo riusciti ad ottenere la cittadinanza onoraria per Di Matteo, ma è solo un primo passo. Non intendiamo fermare la nostra battaglia!

È d’accordo se scriviamo un articolo a riguardo? Vorremmo informare gli studenti del significato che c’è dietro quello striscione
Non «potete», ma dovete! Voi siete il futuro. E siete anche gli unici che possono renderlo migliore.

Chiara Listo e Raffaele Marascio

lunedì 2 novembre 2015

Disordini all'Einaudi


Mattinata di tensione al CLE: il volantinaggio dei Giovani Padani ha scatenato la reazione da parte degli Indipendenti e degli Autonomi. Lo scontro verbale è avvenuto davanti alla Palazzina Einaudi intorno alle 11. Solo grazie all’intervento della polizia in assetto antisommossa sono stati evitati contatti fra le due fazioni. 
Fin dalle prime ore di lezione, i blindati hanno presidiato l’Einaudi. I giovani Padani hanno infatti avvertito gli organi di sicurezza della loro iniziativa, consapevoli dei possibili disordini. La distribuzione dei volantini è iniziata intorno alle 9 in modo pacifico. Solo in un secondo momento i Leghisti sono stati raggiunti da rappresentanti della fazione opposta che hanno iniziato a contestare l’azione dei giovani del movimento di Salvini. L’intervento della Digos ha impedito la degenerazione della protesta, che si è conclusa con l’allontanamento dei giovani padani scortati dalla polizia. 
Il volantino che è stato distribuito agli studenti del Campus mette a confronto profughi e universitari, dal titolo provocatorio “Nelle nostre Università, meglio esser migranti”. La risposta del presidio è arrivata attraverso un corteo improvvisato e lo striscione:


Redazione