martedì 29 settembre 2015

Viabilità al Campus: quanti disagi!



Proprio oggi ha preso ufficialmente il via l'inizio delle lezioni al Campus Luigi Einaudi e, come volevasi dimostrare, proprio oggi sono iniziati i veri e propri problemi per quel che concerne la gestione della viabilità nelle vie del e adiacenti al Campus. La gestione della mobilità pubblica, in particolare, è parecchio discutibile: pullman pieni, che rimangono imbottigliati nel traffico, e dal passaggio forse non così frequente come dovrebbe.

Si sta parlando in questi giorni di un eventuale prolungamento di qualche centinaio di metri di via Farini, laddove ora vi è solo della ghiaia, con lungo Dora Siena così da destinarla unicamente al traffico dei mezzi pubblici e favorirne la viabilità. Allo studio dei tecnici vi è lo spostamento del capolinea della linea 55 così da servire l'intero tratto stradale.

Pare che sia questione di tempo, ma che il progetto sia già in via di definizione e dovrebbe, entro la fine dell'anno, iniziare lo svolgimento dei lavori. Bisogna segnalare, a onor di cronaca, che anche per gli studenti automuniti la viabilità non è delle migliori: come avevamo già accennato, la disponibilità di parcheggi gratuiti non è ottima e, con l'eventuale ampliamento delle strisce blu, dall'anno prossimo la situazione diventerà ingestibile.

Il parcheggio interno del Campus Luigi Einaudi, invece, è a pagamento: per la verità si parla di cifre tutto sommato contenute ed il servizio è effettivamente comodo, l'unico problema è rappresentato dalle informazioni messe a disposizione a riguardo: molto poche. Gli studenti interessati troveranno al fondo di questo articolo l'indirizzo esatto dell'area del sito UniTo dedicata.

La speranza è che col tempo le cose migliorino, ma vista la situazione affrontata oggi non si può certo dire buona la prima!

http://www.unito.it/ateneo/strutture-e-sedi/i-luoghi-e-lo-sviluppo-edilizio/edifici/torino-e-provincia/campus-luigi-1

venerdì 25 settembre 2015

Caos Palazzo Nuovo, ancora guai e disagi!


Davvero nessuna pace all'Università degli Studi di Torino. Palazzo Nuovo resterà ancora chiuso. La situazione, che ormai va avanti da troppo tempo, è sempre la stessa: il cantiere per la bonifica e la messa in sicurezza, partito già da tempo, è in ritardo sulla programmazione dei lavori. Le lezioni avrebbero dovuto riprendere regolarmente lunedì e sarebbe dovuto tornare disponibile anche il primo piano di Palazzo Nuovo, ma oggi l'Università comunica ufficialmente che così non sarà.

Soltanto le quattro aule del piano terra di Palazzo Nuovo, infatti, sono disponibili e, ovviamente, sono insufficienti a garantire il regolare svolgimento delle lezioni. L'Università ha prontamente cercato soluzioni alternative in strutture circostanti: dal cinema Greenwich a Palazzo Venturi e di nuovo al Cinema Lux, comprese tante altre location.

L'Università degli Studi di Torino, tramite il proprio sito, comunica che: "Tra due settimane" una parte delle lezioni dovrebbe tornare a Palazzo Nuovo, si tratta teoricamente delle aule sul lato di via Roero di Cortanze. Per le altre aule, invece, la tempistica comunicata da UniTo è: "Entro il primo semestre."

L'ennesima beffa è rappresentata dai costi di queste "soluzioni", come pubblicato da lastampa.it: "Per questi spazi, da maggio a luglio, l'Università ha pagato d'affitto 25 mila euro a settimana."
Un vero e proprio bagno di sangue sulle spalle degli studenti universitari che pagano da anni rette via via più salate con un conseguente peggioramento dei servizi, in particolare per gli studenti dei dipartimenti umanistici di via Palazzo Nuovo.

Possibile che non si potesse agire diversamente, vista l'ampia prevedibilità del problema? Gli organi deputati alla rappresentanza studentesca dormono? Contando anche che questo problema affonda le sue radici nel tempo, hanno mai portato avanti iniziative (non relegate agli ultimi mesi) per segnalare con forza il potenziale problema?

Intanto, per gli studenti interessati, sul sito di Palazzo Nuovo trovate i nuovi orari e gli indirizzi delle nuove sedi. http://www.palazzonuovounito.it/?page_id=1863

martedì 22 settembre 2015

Smart card, matricole e scienze della comunicazione: avvio a rilento


Lunedì sono iniziate finalmente le prime lezioni all'UniTo, che ha accolto come di consueto le prime matricole. Gli studenti del primo si sono ritrovati in un ambiente del tutto nuovo, un po' estraneo e sconosciuto, ma tutto sommato confortevole e allegro. Qualche problema, a detta loro, sembra esserci, ma nulla di irrisolvibile o particolarmente preoccupante.

Ci racconta Marta, matricola di Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione: "Guardando l'orario non era troppo chiaro dove si svolgessero le lezioni, la distinzione fra palazzina e campus l'abbiamo dovuta scoprire la mattina stessa. Le aule, tutto sommato, erano abbastanza capienti e non ci sono stati grossi problemi: l'unico dubbio che attanaglia me e i miei compagni di corso riguarda la smart card, quando ci verrà consegnata ancora non si sa e fino ad allora non possiamo fare l'abbonamento GTT."
La chiusura del Centro Immatricolazioni, come avevamo già detto, ha causato più di qualche problema alle matricole dell'A.A. 2015/2016. Tutt'oggi delle smart card non si hanno notizie, corrono voci che sia necessaria una decina di giorni ancora, e per molti studenti è un disagio non poter ancora sottoscrivere l'abbonamento ai mezzi pubblici. L'Ateneo, volendo modernizzarsi e progredire, ha compiuto un mezzo passo falso: se informatizzare vuol dire complicare le procedure, creare disordine e non portare a concreti miglioramenti del servizio forse sarebbe meglio tornare al caro vecchio metodo. Avvio rimandato, invece, per gli studenti di Scienze della comunicazione. Ci scrive Paolo, iscritto al secondo anno: "Soltanto pochi giorni prima è comparsa sul sito la notizia che le lezioni sarebbero iniziate il 28 anziché il 21 e ancora non è chiaro dove ci troveremo a fare lezione. E' impossibile dover perdere una montagna di tempo dietro a questioni ampiamente prevedibili e risolvibili per tempo!" In realtà occorrerà aspettare fino a giovedì per sapere dove si svolgeranno le lezioni siccome le aule del primo piano non sono ancora disponibili, parrebbe che per qualche settimana gli studenti dovranno fare lezione in altri spazi vicini al Palazzo. In ogni caso, appena usciranno notizie certe, le pubblicheremo tempestivamente. 
Un in bocca al lupo alle matricole, continuate a seguirci per non perdervi tutte le novità sulla vostra carriera universitaria!

giovedì 17 settembre 2015

Campus, parcheggi e struttura: quanti guai!


Campus "Luigi Einaudi", una struttura all'avanguardia incoronata dalla CNN come uno dei campus più belli al mondo, tanto da metterlo al quarto posto fra le strutture più belle al mondo. Verrebbe da dire che, a livello di facciata, non ci sia molto da contestare: la struttura è bella, mastodontica, ma bella. Peccato, però, che andando a fondo emergono chiaramente tutti i limiti di fondo del CLE: le aule dove far lezione, infatti, sono troppo piccole e dispersive: quante volte abbiamo assistito a studenti arrivati troppo tardi costretti a sedersi per terra? Se le tasse universitarie fossero inesistenti o più basse questi inconvenienti potrebbero anche esser tollerati, ma vista l'esosità di questi esborsi pretendere quanto meno il diritto ad un posto a sedere non sembra follia.
Non è tutto: in tempi di accorpamento, con tutte le difficoltà di collocazione di molti dipartimenti che ancora non trovano una casa in pianta stabile, non era possibile costruire una struttura un po' più grande che ospitasse quasi tutti, così da creare un nuovo polo universitario dal nulla?
Probabilmente sì, ma forse avrebbe creato più problemi di quanti ne avrebbe risolti: è un segreto di Pulcinella, infatti, che al Campus sia vietato parcheggiare. O, meglio, sia quasi impossibile: la scarsità di parcheggi è un problema endemico segnalato da tempo e a cui nessuno ha cercato soluzione.
L'unica soluzione in vista, adottata dal comune, è di trasformare tutte le aree di sosta intorno al Campus in parcheggi a pagamento striscia blu: come al solito gli studenti sono cornuti e mazziati da un'amministrazione comunale più attenta ai problemi di cassa che al ritorno di un processo virtuoso di gestione delle risorse.
Gli studenti universitari non navigano certo nell'oro, viste le già ingenti tasse che sono costretti a pagare, trasformare le aree di parcheggio in sosta a pagamento cambierebbe sicuramente il modo ed il mezzo usato da molti studenti per raggiungere l'Università e costringerebbe numerosi di essi a sottoscrivere abbonamenti a GTT. Altri soldi che se ne vanno dalle tasche degli studenti.
Quanto sia serio questo problema è emerso recentemente anche grazie ad un servizio di repubblica.it, il servizio mostrava come due studenti disabili fossero di fatto intrappolati all'interno del Campus, non potendo scendere dalle rampe bloccate dai soliti parcheggi selvaggi, dovuti in parte alla mancanza di senso civico di qualche automobilista, in parte anche ai problemi endemici sopra segnalati.
A farne le spese, a ben vedere, sono sempre i più deboli: che sia a livello fisico o socio-economico, qualcosa di certo non funziona. A onor di cronaca il CLE è dotato di un parcheggio privato a pagamento, ma i posti sono dedicati in maggioranza al personale di Unito o ai professori: quei pochi che restano sono dedicati agli studenti, ma sono veramente una goccia in mezzo all'oceano.
Un oceano di problemi

venerdì 11 settembre 2015

Registrare un voto? Troppo tempo!


Ormai manca davvero poco all'inizio del nuovo anno accademico, ma come già detto le problematiche sembrano esser sempre le stesse per la nostra Università. In questo caso non c'entrano niente i dibattutissimi test di medicina, ma ci riferiamo ai periodici disastri che seguono ogni esame. Abbiamo già raccontato il dramma di chi è alle prese con l'immatricolazione all'UniTo, ma i guai per il portale non finiscono mica qua.
Ci racconta uno studente di Giurisprudenza: "A Luglio, dopo aver dato l'ultimo esame della sessione estiva, mi son potuto finalmente concedere una bella vacanza: passata la prima settimana, dell'esito dell'esame non c'era ancora traccia. Essendo consapevole di quanto costi annualmente mantenere il sistema universitario e di quanto le tasse pagate da tutti noi studenti siano abbastanza esose non mi son perso d'animo e ho continuato a sperare nella celerità della mia Università. Dopo tre settimane ho iniziato ad avere il dubbio che le mie speranze fossero infondate, ho temuto di non poter ancora sapere l'esito nonostante fossero ormai passati parecchi giorno. Dopo la quarta settimana, esasperato, ho chiamato la segreteria per sapere almeno se avessi passato l'esame oppure no, se potessi tirare un sospiro di sollievo o avessi dovuto continuare con il dubbio. La segreteria, tanto per cambiare, mi ha risposto che gli esiti sarebbero stati pubblicati entro breve sul sito dell'Ateneo e, rincuorato, ho accettato speranzoso la risposta. Per tutta risposta, invece, l'esito è stato pubblicato a Settembre: oltre un mese e mezzo dopo l'esame, ma tutt'ora il voto non è ancora stato verbalizzato."
Fosse un caso isolato dovuto ad una personale sfortuna di questo ragazzo con i servizi amministrativi UniTo, tutto sommato potremmo pensare che per il resto il sistema informatico funzioni, ma invece questa tortura costante si ripete sempre uguale nel tempo. A onor del vero solitamente non si parla di tempistiche così tanto lunghe, ma il problema che lo affligge riguarda tanti altri studenti e di altri corsi. Tra l'altro è esasperante anche il tempo medio di attesa per ricevere risposta ad una qualsiasi mail indirizzata alla segreteria: passano addirittura giorni interi.
Imbarazzanti anche le tempistiche per parlare con l'assistenza tecnica, abbiamo provato noi stessi recentemente e, nonostante venissimo informati di aver soltanto cinque persone in linea prima di noi, prima di poter parlare con un operatore era passata almeno mezz'ora.
E' possibile che con tutte le tasse che paghiamo ogni anno per l'Università il portale UniTo sia comunque un colabrodo? E' così che si vuole competere con le migliori Università europee ed italiane, offrendo disagi su disagi e avendo una interfaccia web non all'altezza?
Bisognerebbe dire basta una volta per tutte ad un sistema di gestione inefficiente, a costo di qualche sacrificio economico in più, ma che porti ad un cambiamento che sia al contempo radicale e definitivo. La speranza, si sa, è sempre quella di veder le cose migliorare, almeno col tempo. Il vino stagiona e acquisisce sapore, ma... anno nuovo, soliti problemi.
Un caloroso bentornati ai veterani e un benvenuto alle matricole.

giovedì 10 settembre 2015

Immatricolazioni UniTo: che dramma!


Passano gli anni, non ci sono più le mezze stagioni, ma per fortuna qualche certezza resta: il portale UniTo è uno psicodramma. I neodiplomati, in cerca di un'immatricolazione facile e veloce, si devono scontrare col teatro dell'assurdo di Beckett. E dell'arrivo di Godot non c'è nemmeno l'ombra.

Nonostante i soldi spesi, gli investimenti e i supposti innovamenti il portale è sempre il solito vecchio colabrodo. Tutti gli studenti UniTo, nella loro carriera, avranno avuto modo di appurare lo scarso funzionamento del portale: quest'anno, complice la chiusura del Centro Immatricolazioni e l'obbligatorietà di eseguire la procedura online, i disagi si sono moltiplicati. 


All'apertura delle pre-immatricolazioni per i corsi ad accesso libero, avvenuta il 1 settembre, il portale era tutto fuorché pronto: mancava, infatti, un vademecum che spiegasse come districarsi in un groviglio fitto ed intricato e che guidasse lo studente delle superiori nell'iscrizione al percorso accademico. Non pago di ciò, il sito web, rivela belle sorprese ai neodiplomati alla ricerca della propria qualifica: non pervenuta, tra le altre, la maturità in scienze umane; gli studenti di quello che una volta era il liceo sociopsicopedagogico si son trovati a dover selezionare o "maturità pedagogica" o "maturità magistrale", anche se entrambe non corrispondono alla realtà. 


Questa problematica, tra l'altro, si era già presentata nel corso delle iscrizioni ai concorsi per i corsi a numero chiuso: possibile che non si sia riusciti a intervenire? L'efficienza di un portale web, in questo caso, dovrebbe servire anche a far bella mostra di sé per la nostra Università e, tra le altre cose, a mostrare un sistema efficiente e organizzato. Invece è da sempre fonte di odio e disperazione: per iscriversi al TARM, per gli studenti che non hanno l'obbligo di test di valutazione, è necessario registrarsi su un altro portale degno dei tempi d'oro di Windows '98. Che bella pubblicità!


Ci racconta Marco, una matricola di Scienze della Comunicazione: "Una volta registratomi al portale UniTo come futuro studente sono subito incominciati i problemi. Al 1 settembre, quando ho cercato di immatricolarmi, la procedura era parecchio confusa: dopo aver eseguito l'immatricolazione online ho dovuto stampare la domanda di immatricolazione e, con un po' di intuito e fortuna, son riuscito a comprendere di doverla compilare, scannerizzare e rinviare negli allegati carriera, ma questa procedura è stata specificata solo successivamente ed in maniera abbastanza vaga." Insomma, qualcosa sembra non funzionare nel nuovo portale UniTo fresco dell'ennesimo aggiornamento con cadenza quasi biennale.


Continua Marco: "Una volta pagato il MAV, con il passaggio da Futuro Studente a Studente, ho provato a prenotare la Smart Card: il sistema, per il primo giorno, mi ha rifiutato l'accesso alla procedura dicendo che il nome utente o la password erano sbagliate, il giorno successivo mi ha regolarmente fatto entrare e prenotare un appuntamento. Il giorno dell'appuntamento, invece, ricevo una mail dall'Ufficio Smart Card in cui mi si dice di non presentarmi all'appuntamento poiché per i neoimmatricolati verranno date istruzioni specifiche via mail, successivamente. Dopo questa mail la prenotazione ai neoimmatricolati era effettivamente stata bloccata: farlo prima era difficile? Per non parlare di quanto ci ho messo a prenotare il Tarm." Disagi e problemi prevedibili, insomma, un portale che si basa su un funzionamento a prove ed errori: nonostante i continui cambi ed aggiornamenti, nonostante gli investimenti fatti e compiuti il portale dell'Università non raggiunge ancora la sufficienza. A quando il prossimo aggiornamento?

mercoledì 9 settembre 2015

Caos Medicina 2015: voci di ricorsi e di procedure violate



Puntuali come un orologio svizzero, appena terminate le regolari procedure di concorso a numero chiuso per accedere alla facoltà di Medicina, si sono sparse le solite voci di ricorsi e di procedure violate. Sembra che anche quest'anno non si possa proprio parlare di serenità nelle aule di Medicina. Le irregolarità che sono state segnalate, esplose tra l'altro da un gruppo nato sul web, sono catalizzate intorno al gruppo "Liberi di studiare".
Gli aspiranti medici hanno dovuto misurarsi, anche quest'anno, con il tanto temuto test di ammissione che ogni anno miete migliaia di vittime. Nella sola Torino, infatti, per 489 posti si son presentati più di 4000 studenti. Tra le tante voci di irregolarità, che si rincorrono per tutta Italia, ci segnalano di plichi aperti e schede compilate. La procedura di anonimato voluta dal Ministero, infatti, favorisce diversi trucchi ed imbrogli: come raccontato da Giacomo Cagnoli a ilgiornale.it, membro della commissione del test in Umbria, ci va poco a compilare il test a nome di un altro e l'inghippo è presto fatto. Dopo l'accredito con documento, infatti, il candidato viene accompagnato ad un posto, da lì in poi non dovrà mai più mostrare il documento alla commissione: basterà, terminato il test, che il complice abbia compilato la scheda anagrafica a nome del vero candidato e, applicati i due codici a barre, l'inghippo è presto fatto.

Pare che anche all'Università di Torino, casa nostra quindi, copiare non fosse esattamente impossibile e che anzi vi siano stati casi di persone aiutate dai telefonini o che si scambiavano suggerimenti, complici le aule troppo piccole. Una candidata a Medicina 2015 ci riferisce: "Le aule erano troppo piccole, fin troppa facilità nel copiare e comunicare, addirittura telefonini accesi, in quanto alcune concorrenti dicono di aver palesemente visto persone agli ultimi banchi con gli smartphone." Insomma, sembra che anche quest'anno qualcosa non abbia funzionato. Neanche questa volta si dormiranno sonni tranquilli, nell'attesa che parta qualche possibile ricorso (già annunciato sui gruppi Facebook). Quello che tutti gli studenti si augurano per il futuro è che test di questo tipo, da cui dipende la realizzazione futura di tanti aspiranti medici, possano svolgersi nella più completa serenità e trasparenza. Perché scherzare con lo studio di migliaia di ragazzi non è per nulla divertente.